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L'annuncio

A Milano ci sarà un corteo di Friday for future

La protesta degli ambientalisti sarà venerdì 6 ottobre: si manifesta in 35 città

Venerdì 6 ottobre 2023, in più di 35 città italiane, il movimento per la giustizia climatica Fridays For Future scenderà in piazza in protesta contro l'inazione del governo italiano e il crescente negazionismo della politica e dei media. "Con lo slogan "Resistenza Climatica", le attiviste e gli attivisti invitano la cittadinanza italiana a tornare in piazza nonostante la preoccupante repressione dell'attivismo, con la consapevolezza che tutela collettiva e coesione saranno le basi per una partecipazione sicura ma potente", scrive l'organizzazione in una nota. A Milano l'appuntamento è per le 9.30 in largo Cairoli.

"Il riferimento storico dello sciopero - scrivono - è quello della resistenza partigiana, che ha visto persone da diverse città italiane, con diverse visioni politiche e di diversa estrazione sociale unirsi per rovesciare un regime apparentemente colossale e invincibile. Ad oggi la crisi climatica sembra inarrestabile e questa percezione crea emozioni di frustrazione, sconforto ed eco-ansia".

"Per quanto sentimenti di questo tipo siano legittimi, la scienza del clima ci dice che l'emergenza clima può ancora essere fermata e che ogni decimo di grado di riscaldamento globale che evitiamo fa la differenza", afferma il portavoce italiano Alessandro Marconi. "Senza contare che alimentare la sensazione di sconfitta collettiva vuol dire fare il gioco di chi ha interesse a continuare a inquinare e non affrontare la crisi climatica". 

Per questi motivi Fridays For Future invita a scendere in piazza a resistere anche allo sconforto, trasformandolo in rabbia ed energia comune. "Gli enormi tagli alle politiche ambientali e sociali al Piano nazionale di ripresa e resilienza sono un segnale netto della direzione che vuole prendere il governo Meloni sulla questione climatica. E il Piano Mattei peggiorerà la situazione" dice il portavoce del movimento. "Però le persone sono sempre più coscienti dell'esistenza e della gravità della crisi climatica e abbiamo intenzione di accogliere e unire la loro forza nelle nostre piazze il 6 ottobre".

"A Milano 1500 morti per colpa dello smog"

"A Milano - proseguono gli organizzatori - il target è forse meno esplicito ma non per questo meno urgente. La città metropolitana di Milano è un'enorme macchina del greenwashing: presentandosi agli occhi del mondo come una metropoli moderna, all'avanguardia, giovane e green, nasconde il suo vero aspetto di una città esclusiva ed escludente, matrice di una gentrificazione inarrestabile, con un costo della vita sempre più inaccessibile e con un impatto ambientale enorme. L'aria di Milano è in cima alle classifiche europee delle città più inquinate, superando di quasi cinque volte la soglia legale indicata dall'Organizzazione mondiale della sanità per un'aria sicura da respirare; ad oggi, i cittadini morti per l'esposizione allo smog milanese sono circa 1500". 

"Mentre Milano - l'accusa - si spreca nel raccontarsi una città moderna e sostenibile, la sua aria ci sta avvelenando. Vanno a pari passo la cementificazione e il consumo di suolo, che ormai ha superato il 58% di territorio comunale. I pochi spazi verdi introdotti nella città sono inaccessibili alla stragrande maggioranza della popolazione, mentre le periferie rimangono spoglie e dimenticate, e gli spazi verdi davvero pubblici si contano sulle punta delle dita. Eppure, per il comune la soluzione sembra andare in due direzioni soltanto: o la cementificazione senza pietà, o la gentrificazione di ogni spazio accessibile e sociale".

E ancora: "Per non parlare della follia delle olimpiadi invernali Milano Cortina 2026, che portano con sé delle conseguenze ecologiche e sociali pesanti con la costruzione di nuovi impianti ed infrastrutture e un'inevitabile impennata del costo della vita. Se si sbircia nel progetto del villaggio olimpico di Porta Romana, ben presto ci si accorge che gli spazi verranno poi trasformati in studentati di lusso economicamente inaccessibili alla maggioranza della popolazione e che le fettine di verde millantate dal Comune sono estremamente modeste". 

"Milano non è una città a misura dei suoi cittadini e cittadine, che però si stanno organizzando per resistere e cambiarla. Il problema dell'abitare - chiude la nota - è stato affrontato dal movimento per il diritto all'abitare del movimento studentesco delle Tende in Piazza, nato all'inizio di quest'anno davanti al Politecnico di Milano. Enorme è anche il problema delle morti di pedoni e ciclisti in strada, che ormai avvengono quasi ogni settimana. Tanti sono i movimenti cittadini che si sono attivati per richiedere una città a misura di umano. Fridays for Future Milano si unisce a queste mobilitazioni cittadine per richiedere una città equa e veramente sostenibile. La giustizia climatica è intrinsecamente legata alla giustizia sociale. La possibilità di muoversi in bici, a piedi e con i mezzi pubblici in modo sicuro ed efficiente spetta a tutti; gli spazi verdi pubblici spettano a tutti; l'aria sana da respirare spetta a tutti. La transizione ecologica deve essere alla portata e per il beneficio di ogni abitante".

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