Martedì, 19 Ottobre 2021
Cronaca Duomo / Piazza Fontana

Strage di piazza Fontana: il 12 dicembre un corteo per non dimenticare i morti del '69

La manifestazione vuole ricordare le vittime dell'attentato terroristico neofascista

Un corteo commemorativo della strage di piazza Fontana del 1969 sfilerà a Milano mercoledì 12 dicembre dalle 15:45. L'appuntamento per chi volesse partecipare è in piazza piazza della Scala.

Obiettivo della manifestazione, come scrivono gli organizzatori, è "non dimenticare la strage di Stato per mano fascista alla Banca Nazionale dell’Agricoltura in Piazza Fontana". L'iniziativa vuole quindi rendere omaggio alle vittime dell'attentato terroristico che nel 1969 uccise 17 persone e ne ferì 88.

"Nel ricordo di Giuseppe Pinelli - continuano gli organizzatori - ucciso innocente nei locali della Questura e della morte di Saverio Saltarelli nel primo anniversario, durante un corteo attaccato dai carabinieri. Fin da subito la repressione colpì gli anarchici e i movimenti di lotta, con un accanimento nei confronti di Pietro Valpreda".

Tra gli organizzatori dell'iniziativa Memoria Antifascista, Collettivo ZAM, CS Cantiere, CSOA Lambretta, Associazione Italia – Cuba circolo di Milano, Milano InMovimento e Naga.

La strage di piazza Fontana

Il 12 dicembre del 1969, alle 16:30, nella Banca Nazionale dell'Agricoltura di piazza Fontana, piena di clienti, l'esplosione della bomba causò 17 morti e 88 feriti. Le lunghe indagini sull'attentato terroristico ne rivelarono la matrice: a organizzarlo erano stati terroristi dell'estrema destra, che però non sono mai stati processati. Una seconda bomba fu trovata inesplosa nella sede milanese della Banca Commerciale Italiana di piazza della Scala. Altre tre bombe esplosero il giorno stesso a Roma, ferendo 16 persone.

La strage è ritenuta il più grave atto terroristico del dopoguerra nonché l'inizio del periodo denominato 'anni di piombo', che tra la fine degli anni '60 e l'inizio degli anni '80 vide numerosi episodi di violenza, atti di terrorismo e lotta armata sia della sinistra che della destra estreme, e fu caratterizzato dalla cosiddetta strategia della tensione.

Nel 2005 la Corte di Cassazione ha stabilito che l'attentato di piazza Fontana fu opera di "un gruppo eversivo costituito a Padova nell'alveo di Ordine nuovo" e "capitanato da Franco Freda e Giovanni Ventura", non più perseguibili in quanto precedentemente assolti con giudizio definitivo dalla Corte d'assise d'appello di Bari. A oggi rimangono ignoti gli esecutori materiali dell'esplosione, che piazzarono l'ordigno con sette chili di tritolo.

La dichiarazione di Mattarella

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha definito la strage di piazza Fontana "una lezione della storia che vale per il futuro: gli ordinamenti liberi e democratici prevalgono quando le loro fondamenta sono basate su valori condivisi, capaci di unire al di là delle legittime differenze di idee e interessi, quando promuovono libertà e giustizia, contro chi usa violenza per scopi di sopraffazione".

L'episodio,come affermato dal presidente, "diede avvio a un attacco eversivo contro la Repubblica", ma "il popolo italiano ha saputo sconfiggere gli eversori grazie alla propria unità e ai valori radicati nella sua storia, nella sua cultura, nella vita sociale, anche se il costo umano di questa battaglia di libertà e di civiltà è stato assai elevato".

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