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Cronaca

"Chiediamo che venga valorizzata la scuola: a cominciare dagli edifici"

Lo dice Martina Crespi, componente della Rete studenti Milano. "Vogliamo fuori banche e aziende dalle scuole"

"Istruzione bene comune". Lo scandivano forte gli studenti scesi per le strade di Milano. Striscioni e megafoni in mano, i giovani hanno voluto manifestare contro la politica dei tagli alle scuole e dei privilegi della casta. Partiti da Cairoli, l'obiettivo era marciare in corteo per tutta la città per arrivare sotto il Pirellone, sede della Regione Lombardia.

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"Formigoni pezzo di merda" urlavano gli studenti arrabbiati e presi a manganellate in zona Gioia dalle forze di polizia in tenuta antisommossa. Per tutta risposta i giovani hanno replicato urlando dai loro megafoni: "Andando sotto la Regione ci hanno tirato due manganellate, nessun dramma. Siamo determinati e non arretriamo di un passo". Abbiamo parlato con una di loro, Martina Crespi, della Rete studenti Milano.
 
Chi siete?
Siamo la  Rete studenti Milano, un coordinamento di collettivi studenteschi, nato tre anni fa in occasione dell'occupazione del centro sociale Zam
 
 
Perché state manifestando?
Chiediamo un'istruzione migliore. Più diritti per la nuova scuola pubblica che con la nuova Riforma Profumo e il ddl Aprea sono stati completamente smantellati. A partire dai Consigli d'istituto che sono diventati Consigli d'amministrazione dove non c'è più rappresentanza studentesca. Vogliamo fuori banche e aziende dalle scuole
 
Com'è la situazione a Milano in particolare?
Chiediamo che in questa città venga valorizzata la scuola: a cominciare dagli edifici che le ospitano. Chiediamo che i centri sociali vengano riconosciuti e valorizzati come spazi culturali e d'aggregazione per tutti i milanesi. Nello specifico per noi giovani, considerando i pochi spazi che offre la città
 
Con l'amministrazione Pisapia è migliorata la situazione?
I risultati non si vedono. Noi speriamo nel meglio. Purtroppo quel che sarà lo decidono sempre loro
 

 
 
 

 

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