Cosa nostra S.p.a.: a Milano gli affari della mafia tra caffè, bar e bevande all'ingrosso

Il prefetto ha firmato quattro provvedimenti interdittivi nei confronti di società con sede legale a Monza e attive nel settore del commercio all’ingrosso di caffè e di bevande a Milano

Repentini cambi di assetti societari con un numero così anomalo di modifiche da far scattare i controlli antimafia. Lunedì il prefetto di Monza, Patrizia Palmisani, ha firmato quattro interdittive antimafia per altrettante società con sede legale a Monza riconducibili all’organizzazione criminale “Cosa Nostra”. Si tratta di imprese attive nel settore del commercio all’ingrosso di caffè e di bevande non alcoliche e nella gestione di alcuni bar nelle province di Milano e di Palermo. 

Secondo quanto ricostruito dalla prefettura nel corso degli ultimi anni le società hanno fatto registrare un numero anomalo di modifiche degli assetti societari che avevano lo scopo di eludere la normativa antimafia. I diversi passaggi di proprietà sono stati tutti ricostruiti nel dettaglio grazie alla collaborazione del Centro operativo Dia di Milano, e hanno consentito di individuare la presenza nei quadri societari di soggetti riconducibili alla sfera di influenza della criminalità organizzata. 

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Una volta rilevata la vicinanza agli interessi dell’organizzazione “Cosa nostra” e il pericolo di condizionamento delle scelte societarie, il Prefetto Palmisani ha immediatamente adottato i quattro provvedimenti interdittivi, strumenti finalizzati alla salvaguardia dell’ordine pubblico economico, della libera concorrenza tra le imprese e del buon andamento dell’Amministrazione pubblica, che impediscono agli operatori economici di conservare rapporti giuridici con Enti pubblici. I provvedimenti interdittivi sono stati poi comunicati alle Forze di polizia, alla Camera di Commercio e alle Amministrazioni comunali interessate per il seguito di competenza.

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