Cosca "La Lombardia", sequestrati 50 milioni di beni alla 'ndrangheta

E' di circa 50 milioni di euro il valore dei beni mobili e immobili sequestrati alla 'ndrangheta. Intanto, in consiglio regionale, vengono sollecitate le dimissioni di Massimo Ponzoni, il cui nome è finito nell'inchiesta

E' di circa 50 milioni di euro il valore dei beni mobili e immobili sequestrati in gran parte in Lombardia nell'ambito dell'operazione di martedì mattina che ha decapitato la 'ndrangheta in tutta Italia. La stima riguarda pero' solo i sequestri effettuati nell'ambito dell'inchiesta condotta dal gruppo dei carabinieri di Monza e dal Ros e coordinata dalla Dda milanese.

L'indagine, cominciata nel 2006, due giorni fa ha portato a eseguire circa 160 ordinanze di custodia cautelare in carcere, firmate dai gip Andrea Ghinetti e Giuseppe Gennari. Tra le persone destinatarie del provvedimento i boss Pino Neri, Cosimo Barranca, Pasquale Zappia e Salvatore Strangio. Arrestato anche l'imprenditore Ivano Perego e e l'ex direttore sanitario della Asl di Pavia Carlo Antonio Chiriaco.

Gran parte degli arrestati sono accusati di aver fatto parte di un' associazione per delinquere di stampo mafioso che da anni operava sul territorio di Milano e nelle province limitrofe. Associazione costituita da numerose 'locali', di cui 15 individuate e coordinate da un organo chiamato "La Lombardia", che si era infiltrata nel mondo dell'imprenditoria e che voleva anche mettere le mani sull'Expo.

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LE REAZIONI POLITICHE. Dopo il Pd lombardo, anche l'Italia dei Valori in Consiglio regionale sollecita le dimissioni dall'Ufficio di presidenza del
Consiglio regionale della Lombardia di Massimo Ponzoni, l'ex assessore all'Ambiente il cui nome è spuntato nell'ambito della maxi operazione contro la 'Ndrangheta messa a segno nei giorni scorsi dalle forze dell'Ordine. "Come diceva Sandro Pertini la politica deve essere fatta con le mani pulite. E come suggeriva Paolo Borsellino un politico non deve avere ombre. Per questo il consigliere Ponzoni - dichiara Giulio Cavalli, esponente Idv nell'assemblea lombarda - si deve dimettere immediatamente. Resto garantista per quanto riguarda tutta la fase processuale ma, per una questione di opportunità politica, non vedo altra soluzione".

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