Milano, il sindacato di polizia al questore: "Ecco le criticità del Cpr di via Corelli"

Il Sap vuole discutere sulla gestione Centro di permanenza per il rimpatrio. Le proposte

Alcune finestre del centro dopo l'ultima rivolta (Foto MilanoToday)

I sindacati della polizia hanno chiesto un incontro con il questore Sergio Bracco per discutere della sicurezza all'interno del Centro di permanenza per il rimpatrio di via Corelli a Milano. A far scattare la richiesta da parte del Sap (Sindacato autonomo polizia) è stata l'ultima rivolta nel Cpr, venerdì 20 novembre. Sono ormai diversi i tentativi di rivolta, più o meno organizzati, che sono scoppiati nel centro dal giorno della sua apertura.

I punti all'ordine del giorno, stando alla missiva firmata dal segretario provinciale di Milano del Sap e indirizzata a Bracco, sono tre.

L'insufficienza di personale dell'ente gestore

"La prima criticità - sostiene il Sap - riguarda l'insufficienza del personale dell'Ente gestore all'interno della struttura: l'impiego di uno, o due operatori al massimo, non consente di soddisfare le numerose quanto legittime richieste avanzate dagli ospiti; tale condizione determina numerose lamentele degli ospiti che, spesso fomentati da quelli più facinorosi, attuano proteste, anche violente, come quella che ha determinato l'inagibilità di gran parte della struttura".

La saltuaria presenza di personale medico visti i casi covid

Un altra difficoltà, collegata alla prima, secondo quanto scritto nella lettere è la mancanza di un presidio sanitario fisso. "Ulteriore ostacolo - specifica il sindacato - consta nella saltuaria presenza di personale medico e paramedico che, data anche l'accertata positività di alcuni ospiti, dovrebbe essere garantita con continuità, almeno diurna, anche al fine di impartire le necessarie prescrizioni mediche per coloro che vengono posti in isolamento".

L'agibilità della struttura, pericolosa per polizia e ospiti

E poi ci sono i problemi legati all'edificio e allo stato in cui si trova dopo le recenti manifestazioni. "La criticità - sostiene Pirola - attiene all'agibilità della struttura che, dopo la rivolta del 12 ottobre scorso, vede solo due settori su cinque utilizzati per l'ospitalità mentre nessuno spazio è riservato per i positivi al covid 19, fatta eccezione per una sola stanza peraltro priva di anticamera, dove fare sostare il personale della polizia di Stato addetto al controllo".

Cpr di via Corelli-2

"All'interno di questo ambiente ed in questo scenario opera la polizia di Stato i cui appartenenti - spiega il Sap - sono spesso chiamati a dirimere le liti fra ospiti e personale dell'Ente gestore, a sedare risse e alterchi fra ospiti ma, anche e soprattutto, a svolgere un'attività di vigilanza e controllo finalizzata ad evitare fughe dal centro. Le numerose problematiche che si aprono, sia sotto l'aspetto puramente sanitario ma anche e soprattutto organizzativo, per le modalità di ingaggio da far adottare al personale delle forze di polizia, meritano un capillare esame ed una attenta riflessione".

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