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Lingotti d'oro

Lingotti d'oro

C'è crisi anche per i "Compro Oro": chiudono i negozi

Razzante (Aira): "La gente ha capito che l'oro viene sottostimato e l'affare non c'è"

Il boom dei negozi "compro oro" sembra terminato. Sembra che, in Lombardia, dal 2013 al 2014 si sia registrata una caduta del 30% con negozi chiusi uno dopo l'altro e un giro d'affari decisamente in ribasso. Lo riferisce il Giorno, riportando le parole di Ranieri Razzante, analista del fenomeno e presidente dell'assiciazione responsabili antiriciclaggio (Aira). Stando all'analisi di Razzante, intorno ai "compro oro" c'è molta incertezza e i consumatori, dopo l'iniziale attrattiva, hanno cominciato a capire quali sono i punti bui dei presunti affari.

Il prezzo dell'oro, anzitutto, è definito dal compratore-negoziante e spesso è sottostimato. Poi c'è l'aspetto del prestito. Il negoziante può proporre al cliente di tenere l'oggetto in oro finché non è possibile il riscatto. "In pratica presta soldi con tassi che non sono di mercato", spiega Razzante al Giorno. Per non parlare della "catena" dell'oro, che talvolta viene fuso senza autorizzazione e mandato in Svizzera. Un'operazione illecita che sta dietro, ovviamente, non a tutti i negozi, ma ad alcuni certamente sì.

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