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Lunedì, 24 Gennaio 2022
Cronaca

Basta stalker e bulli: da adesso la Questura li 'spingerà' a curarsi, è la prima volta in Italia

La Questura introduce "l'ingiunzione trattamentale" per stalker e bulli. Ecco come funziona

Un modo per prevenire gesti più gravi. Una strada per tranquillizzare le vittime e far capire loro che non sono sole. E un tentativo - fondamentale, da fare - per cercare di recuperare e non soltanto di punire. 

Giovedì mattina, la polizia di Stato e il centro italiano per la promozione della mediazione - Cipm - hanno firmato il "protocollo Zeus", un accordo che stabilisce la cooperazione tra le due forze in materia di atti persecutori, maltrattamenti e cyberbullismo. 

Video | Così vive una vittima di stalking

Il protocollo - siglato dal Questore di Milano, Marcello Cardona, dal presidente del centro, Paolo Giulini, e dalla dirigente della Divisione Anticrimine, Alessandra Simone - prevede l'introduzione nei decreti di ammonimento contro stalker e bulli della "ingiunzione trattamentale". Si tratta di un intervento che spingerà gli "aguzzini" a rivolgersi al Cipm per curarsi e per iniziare un trattamento terapeutico per la gestione delle emozioni. 

Da oggi - ed è la prima volta che succede in Italia - tutte le persone "ammonite" dal Questore saranno quindi esortate a curarsi per evitare che la rabbia e la frustrazione si trasformino in violenza. E lo stesso centro segnalerà alla polizia coloro che non si presenteranno al Cipm per iniziare il percorso riabilitativo.  

”È un protocollo molto pratico - ha spiegato il numero uno della polizia milanese -. Un protocollo del fare che può servire a riportare le persone nel verso giusto". "Questo significa intervenire in maniera più efficace per prevenire - gli ha fatto eco Giulini, presidente del Cipm -. Significa operare con una frontiera nuova". 

Foto - Giulini, Cardona e la Simone

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