"Assalto" alla metro contro i biglietti a 2 euro: blitz a casa di tre anarchici, undici denunciati

Lunedì mattina la Digos ha identificato i tre giovani che avevano bloccato i tornelli. I fatti

Il blitz del 21 maggio

Si erano coperti il volto con i passamontagna. Poi, a blitz finito, si erano cambiati ed avevano partecipato alla manifestazione in piazzale Cadorna, quella autorizzata, dei pendolari. Ma evidentemente nel loro piano qualcosa è andato storto e gli agenti, proprio grazie ad alcuni indumenti, li hanno incastrati. 

Tre giovani anarchici - T.G. e S.C., maggiorenni e occupanti di una casa in zona Ticinese, e S.L., minorenne che vive a San Siro coi genitori - sono stati denunciati lunedì mattina dagli investigatori della Digos con l'accusa di danneggiamento aggravato in concorso. 

Secondo i poliziotti, che in mattinata hanno perquisito le loro abitazioni, sarebbero stati proprio loro, lo scorso 21 maggio, a manomettere e bloccare i tornelli d'accesso alla metropolitana nelle stazioni di Missori, Repubblica e Zara. Quel giorno aveva segnato l'inizio della "guerra" del neonato comitato "Atm non ti pago", impegnato in una serrata battaglia contro il caro biglietti e l'aumento del ticket Atm a due euro

Così, ricostruisce la Questura in una nota, "un gruppo di circa quaranta soggetti aderenti all’Autonomia Diffusa, nell’ambito della campagna politica contro Atm, imboccò la stazione Missori avanzando compatto dietro uno striscione; mentre alcuni del gruppo distribuivano falsi biglietti contenenti le ragioni della protesta, tre ragazzi a volto coperto bloccarono con alcune fascette i tornelli di ingresso, danneggiando anche i lettori dei biglietti tramite l’utilizzo di schiuma poliuretanica" per un danno totale di oltre 70mila euro. "Il gruppo, dopo aver effettuato simili azioni nelle stazioni Repubblica e Zara, proseguì sino in Piazzale Cadorna dove era in atto un presidio preavvisato da altre realtà".

Otto tra i partecipanti al blitz erano stati subito identificati e denunciati, mentre risalire ai tre a volto coperto è stato più complicato. "L’attenta visione di svariate ore di immagini - spiegano da via Fatebenefratelli - ne ha reso possibile il riconoscimento tra coloro che al termine dell’iniziativa, cambiatisi d’abito, invece di defilarsi, parteciparono al presidio di Piazzale Cadorna". Proprio alcuni degli abiti, però, li hanno traditi. 

A casa dei tre, che gli investigatori descrivono come "gravitanti nell’area anarco-autonoma della oramai dissolta Autonomia Diffusa", i poliziotti hanno sequestrato cellulari e vestiti che i tre avevano indossato durante e dopo "l'assalto" alle metro.

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