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"Miss Hitler"

"Miss Hitler"

"Miss Hitler" e gli altri: ecco i milanesi che volevano rifondare il partito nazista in Italia

Maxi operazione della Digos in tutta Italia. Tre dei denunciati vivono nel Milanese. I dettagli

Lunghi capelli biondi raccolti in una coda. Un'aquila tatuata da una scapola all'altra e sotto, al centro della schiena, una svastica. Addosso un vestitino rosa estivo e ai piedi un paio di Adidas Stan Smith bianche e nere. Lei - R.F., una 26enne residente a Pozzo d'Adda - è di spalle, ma la "bellezza" che intende mostrare si vede chiaramente in quei disegni sul corpo, che le sono valsi soltanto pochi mesi fa il titolo di "miss Hitler 2019", guadagnato - proprio con quella immagine - in un contest su un social russo. 

Adesso, però, per la giovane "miss" al posto della fascia è arrivato un avviso di garanzia consegnato dalla Digos di Milano con le ipotesi di reato di "costituzione e partecipazione ad associazione eversiva ed istigazione a delinquere". La stessa sorte, tra Milano e la provincia, è toccata anche a B.G.C. - una 46enne residente in città - e G.F., un 41enne residente a Lacchiarella. Durante le perquisizioni a casa loro, gli agenti hanno messo le mani su due coltelli, tre cellulari, due computer e un tablet, diverso materiale d’area, busto di Benito Mussolini, libri sul giudaismo e sul fascismo. 

Miss Hitler al convegno a Lisbona

I tre sono finiti nell'inchiesta della Digos di Enna, "Ombre nere" con diciannove indagati, che dopo un lavoro di oltre due anni hanno scoperto - si legge in una nota ufficiale - "l’esistenza di una vasta e frastagliata galassia di soggetti, residenti in diverse località, accomunati dal medesimo fanatismo ideologico ed intenzionati a costituire un movimento d’ispirazione apertamente filonazista, xenofoba ed antisemita denominato Partito Nazionalsocialista Italiano dei Lavoratori”.

Tra gli esponenti di spicco del neonato partito, per cui erano già stati prodotti bandiere e adesivi, c'erano proprio i tre lombardi. Un ruolo importante era stato tenuto per "miss Hitler" che, stando alle indagini, "questa estate ha preso parte come oratore ad un convegno di estremisti di destra tenuto a Lisbona". 

E quel convegno doveva servire per accreditare il movimento agli occhi delle altre realtà di estrema destra sparse per l'Europa. I nazisti italiani per farsi trovare pronti - spiega ancora la Digos siciliana - avevano già "definito la struttura interna e territoriale del movimento, creato il simbolo e redatto il programma, dichiaratamente antisemita e negazionista" e avevano "condotto attività di reclutamento e proselitismo pubblicando contenuti del medesimo tenore sui propri account social anche in una chat chiusa  denominata Militia, finalizzata all’addestramento dei militanti".

Lo 'ndranghetista al servizio dei nazisti

Un addestramento serio, "sentito", che era stato quasi esclusivamente affidato a un calabrese ex "legionario ed esponente di spicco della ‘ndrangheta, con un passato da collaboratore di giustizia e già referente di Forza Nuova per il ponente ligure".

Non solo social, propaganda e addestramento però. Perché i neonazisti sembravano pronti a entrare in azione e - almeno così dicevano loro stessi - avevano disponibilità di "armi ed esplosivi" e avevano un contatto per comprare kalashnikov a 150 euro. 

"Attentati" contro l'Anpi a Milano

I primi obiettivi da colpire erano stati individuati a Milano e Genova. Anche qui a parlare sono le intercettazioni: uno degli indagati - mette nero su bianco la Digos di Enna - "si dichiara disponibile all’azione, vantando la sua pregressa esperienza militare" e "suggerisce di iniziare anche con un’azione minima a Milano o Genova contro una sede dell’Anpi con una bottiglia di benzina da far lanciare ad un marocchino per depistare". 

I nemici, quelli giurati, erano stranieri, ebrei e partigiani. "Ad ottobre inizieranno gli addestramenti della milizia nazionalsocialista, sforneremo soldati pronti a tutto”, diceva uno dei capi. 

"Io sposerei un ebreo solo per torturarlo giorno dopo giorno - le parole di un altro -. Questi devono avere la stella di David marchiata a fuoco sulla fronte dalla nascita così non sfuggono. Le donne vanno sterilizzate tutte quelle cagne e gli uomini vanno castrati, questo è il metodo migliore. Io non capisco perché Hitler non ci abbia pensato". 

Foto - Le bandiere del partito

bandiere nasisti fascisti-2

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