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Mercoledì, 1 Dicembre 2021
Cronaca

Non c'è più la nebbia in Val Padana

Proverbiale, ma in costante (e forte) diminuzione: lo dicono gli scienziati

Talmente proverbiale da diventare il titolo di una serie televisiva, "Nebbia in Val Padana" si potrà dire sempre di meno. Binomio inscindibile delle storie invernali, dei film ambientati al nord, dell'immaginario collettivo di un luogo comune che vede "freddi come la nebbia" gli abitanti delle città e delle campagne dell'Italia settentrionale, la nebbia si è ridotta del 47% dai primi anni '90 ad oggi.

Nessuna sorpresa: chi per esempio vive a Milano lo sa già. Dai racconti dei genitori e dei nonni, confrontati con il vissuto quotidiano degli anni Duemila. Quante volte, da via Mercanti, il Duomo quasi non si vede coperto dalla coltre? Quasi mai.

Ora lo studio dell'Isac-Cnr di Bologna "certifica" questo dato di realtà: gli episodi di nebbia si sono drasticamente ridotti, portando - notizia positiva - una riduzione delle emissioni inquinanti come anidride solforosa, ossido di azoto, ammoniaca. Questo perché la nebbia - e le microscopiche goccioline di acqua - assorbono e concentrano gli agenti inquinanti.

La poca nebbia rimasta, inoltre, è diventata quasi per niente acida per via della diminuzione di emissioni acidificanti. Ma resta alta la concentrazione di particelle carboniose.

La nebbia che ha ispirato poeti, scrittori, fotografi e registi è destinata quindi a far parte del passato?

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