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Cronaca Duomo / Piazza del Duomo

"Le dimissioni del papa sono un gesto di grande amore verso la Chiesa"

Il presidente delle Associazioni cristiane lavoratori italiani (Acli) milanesi, Paolo Petracca, ringrazia Benedetto XVI per il suo importante magistero

"Siamo tutti indubbiamente stupiti e confusi di fronte all’annuncio improvviso del papa Benedetto XVI di voler rinunciare, a partire dal 28 febbraio prossimo, al ministero di vescovo di Roma e capo della Chiesa cattolica". Con queste parole Paolo Petracca, presidente delle Acli - Associazioni Cristiane Lavoratori Italiani – Milanesi, ha commentato la notizia che il Santo Padre ha annunciato luendì mattina durante il concistoro per la canonizzazione dei martiri di Otranto.

Nessuno si aspettava di ricevere un tale annuncio e moltissime sono le reazioni provenienti dal mondo religioso, politico e civile. Paolo Petracca è una delle voci importanti della città di Milano che si è espressa in proposito. "Leggendo le motivazioni che il papa stesso ha voluto esplicitare credo – ha aggiunto il presidente - si debba dire che si tratta di un gesto di grande responsabilità e di amore verso la Chiesa da parte di una persona che sempre ha improntato la sua esistenza ad un grande spirito di servizio inteso nella sua forma più alta, che è quella di chi si fa servo per amore". 

Le mie forze non sono più adatte per esercitare il Pontificato in modo adeguato”: con questa frase, pronunciata dinanzi ai Cardinali, Benedetto XVI ha motivato la sua storica decisione. Questo accadimento è un segno dei tempi perché, proprio come ha detto il Papa, nel periodo storico attuale la chiesa necessita di una guida adeguata. La chiesa universale e quella ambrosiana esprimono a riguardo sentimenti di stupore e anche di gratitudine.

Emblematica è la parte finale del commento del presidente Petracca: "Con tutta la Chiesa ambrosiana ed universale le Acli milanesi ringraziano Benedetto XVI per il suo importante magistero e si uniscono in preghiera ai credenti di tutto il mondo in vista del conclave che, nell’imminenza della Pasqua di Cristo, a cinquant’anni dall’evento di grazia del concilio, darà alla Chiesa il suo nuovo Pastore universale". 

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