Sabato, 12 Giugno 2021
Cronaca

Pioltello - Rodano, le discariche sono ancora lì: l'Ue chiede il pagamento sanzioni

Un sentenza del 2004 stabiliva che le tre discariche venissero dismesse e bonificate. Ad oggi soltanto una di queste è stata dismessa. La commissione chiederà il pagamento delle sanzioni: 195.840 euro al giorno. Formigoni: "Completeremo in tempo i lavori ed eviteremo le sanzioni"

discarica_rodanoLa Commissione europea ha deciso di rinviare l'Italia davanti la Corte di giustizia europea per la mancata applicazione di una sentenza del 2004 riguardante tre discariche nei pressi di Milano. Si tratta delle discariche relative all'area Ex Sisas di Pioltello Rodano, un'area di 300 mila metri quadrati su cui insisteva un'azienda del Polo chimico fallito nel 2001.

La sentenza stabiliva che le discariche in questione venissero dismesse e bonificate poiché “contengono rifiuti pericolosi e costituiscono una minaccia per l'aria e le acque locali".  La Commissione sottolinea come "a distanza di sei anni dalla sentenza della Corte UE una discarica è stata dismessa, ma le altre due non sono ancora state bonificate". Bruxelles intende quindi chiedere "il pagamento di sanzioni pecuniarie".

Le sanzioni pecuniarie consistono in un'ammenda giornaliera di 195.840 euro a decorrere dalla data della seconda sentenza della Corte fino ad avvenuta applicazione della decisione. Inoltre, viene chiesto una somma forfettaria che corrisponde a 21.420 euro per ogni giorno decorso dalla data della prima sentenza della Corte fino alla seconda sentenza della Corte.

Se i giudici condannassero l'Italia, accogliendo le ragioni della Commissione, la multa totale risulterebbe molto elevata. "La maggior parte dei rifiuti nella seconda discarica non è ancora stata rimossa e la bonifica della terza discarica è appena cominciata", afferma ancora la Commissione Ue, motivando la scelta di deferire l'Italia alla Corte.

Le autorità italiane prevedono che i lavori saranno ultimati entro marzo 2011.
"Poiché risulta evidente che la sentenza della Corte non è stata applicata, la Commissione ha deciso di sottoporre di nuovo il caso alla Corte di giustizia europea", conclude la nota. La decisione della Commissione si basa sulla direttiva 2006/12 che "costituisce uno strumento fondamentale di tutela della salute umana e dell'ambiente contro gli effetti negativi della raccolta, del trasporto, dello stoccaggio, del trattamento e dello smaltimento dei rifiuti". La direttiva obbliga infatti gli Stati membri ad eliminare i rifiuti senza mettere in pericolo la salute umana e l'ambiente.

L'area delle discariche.
Classificata come sito di bonifica di interesse nazionale, l'area ex Sisas contiene attualmente circa 280 mila tonnellate di rifiuti industriali ancora da smaltire, presenti nelle vasche A e B. La bonifica della vasca C, quella ritenuta più pericolosa, è stata conclusa nel giugno 2009, con l'asportazione di circa 35 mila tonnellate di scorie. Frutto di un accordo di programma sottoscritto nel 2007 da Ministero dell'Ambiente, Regione Lombardia e i Comuni di Rodano e Pioltello, la bonifica è stata gestita fino al giugno scorso dalla 'Tr Estate 2', società che faceva capo a Giuseppe Grossi, l'imprenditore arrestato nell'ambito dell'inchiesta Montecity-Santa Giulia. Poi, dopo la richiesta della società stessa di uscire dall'accordo di programma, Luigi Pelaggi, il commissario straordinario per la bonifica ex Sisas nominato in aprile dal Governo, ha avviato una procedura per individuare un nuovo soggetto incaricato di concludere l'operazione. Gara che é stata aggiudicata alla società 'Daneco', che dal settembre scorso ha avviato i lavori di bonifica.

Il commento del Pd. "I ritardi accumulati nella bonifica dell'ex Sisas da parte di Giuseppe Grossi, ciellino per anni favorito dall'amico Formigoni, anch'egli ciellino come tutti sanno, rischiano di essere pagati a caro prezzo dai lombardi. Dovrebbe pagarli Formigoni". E' quanto affermano il consigliere regionale del Pd, Giuseppe Civati e l'ex consigliere Carlo Monguzzi, nel commentare la decisione della Commissione europea di rinviare l'Italia davanti la Corte di Giustizia europea per la mancata applicazione di una sentenza del 2004 riguardante la bonifica dell'area ex Sisas di Pioltello e Rodano. "Ora che fortunatamente il re delle bonifiche è stato messo da parte - aggiungono Civati e Monguzzi - il commissario di governo faccia il possibile per accelerare i lavori assegnati a una nuova cordata di imprese, perché forse E' ancora possibile scongiurare la multa". Al presidente della Lombardia, Roberto Formigoni, gli esponenti Pd chiedono, tuttavia, di verificare "se non ci siano gli estremi per la richiesta di risarcimento a danno del Grossi" e di garantire "al Comune di Pioltello i soldi già stanziati per il risanamento complessivo dell'area".

L'opinione di Sel. La decisione della Commissione europea di rinviare l'Italia davanti la Corte di Giustizia europea per la mancata bonifica dell'area ex Sisas di Pioltello e Rodano "conferma che il controllo sulle bonifiche è uno dei punti più gravi e dolenti nell'area metropolitana". E' quanto afferma in una nota Chiara Cremonesi, esponente di Sinistra Ecologia e Libertà in Consiglio regionale della Lombardia. "Se la Corte condannerà l'Italia, comminando la salatissima multa richiesta dalla Commissione europea, sarà indispensabile - afferma Cremonesi - che ci siano atti di rivalsa nei confronti dei responsabili non solo delle mancate bonifiche, ma anche delle eventuali omissioni nelle azioni di vigilanza e controllo, spettanti sia agli Enti locali che alla Regione Lombardia".

Il vicepresidente della Commissione europea.
La Commissione europea "non vuole la condanna di nessuno ma la piena applicazione del diritto comunitario. E questo vale anche anche per le discariche di Pioltello e Rodano", ha detto il vicepresidente della Commissione europea Antonio Tajani. "Se l'Italia farà tutto quanto richiesto per sanare la situazione in tempi rapidi - ha aggiunto Tajani - la Commissione sarà disponibile a considerare i miglioramenti apportati con la necessaria attenzione ed apertura. Ripeto, l'obiettivo della Commissione non è la condanna ma il rispetto delle regole cui tutti sono tenuti, Italia compresa".

Roberto Formigoni.
  "La decisione della Corte europea non significa affatto l'erogazione immediata di una sanzione ma fa parte di una procedura che mira ad accelerare la messa in sicurezza delle bonifiche", ha dichiarato il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, commentando la decisione della Commissione europea. "In questa fase - ha spiegato Formigoni che in questi giorni é a Shanghai per una missione istituzionale - la collaborazione tra ministero dell'Ambiente e la Regione è molto positiva e ai lavori di bonifica abbiamo impresso una notevole accelerazione. Siamo pertanto convinti che riusciremo a completarli quanto prima, comunque in tempo utile per evitare qualsiasi sanzione".

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