Lodi, il Comune perde in Tribunale: "Regolamento mense discriminatorio per gli stranieri"

La sentenza è arrivata giovedì: notte di festeggiamenti in piazza

Una delle proteste a Lodi (Foto Michelemerola, Instagram)

Il Comune di Lodi è stato condannato dal Tribunale di Milano, che ha giudicato discriminatorio il regolamento (voluto dalla sindaca leghista Sara Casanova) sull'accesso alle prestazioni sociali tra cui le mense per i bambini, nella parte in cui costringeva i cittadini extracomunitari a procurare documenti in originale che certificassero l'assenza di immobili di proprietà per potere accedere alle tariffe agevolate.

Il giudice Nicola Di Plotti lo ha deciso giovedì pomeriggio, un mese dopo l'apertura della causa condotta dal Naga e dall'Asgi, associazioni che si occupano di migranti, dopo il caso esploso a livello nazionale a settembre 2018. Come si ricorderà, una protesta iniziata da alcune famiglie straniere lodigiane era arrivata a far ritirare dalle mense scolastiche più di 200 bambini stranieri, che altrimenti avrebbero dovuto pagare 5 euro al giorno di ticket mensa.

Ne era seguita una mobilitazione che aveva coinvolto associazioni, sindacati, partiti politici e singoli cittadini di tutta Italia, con una sottoscrizione arrivata a più di 160 mila euro per consentire alle famiglie di pagare la mensa ai loro figli. Dopo la sentenza, in piazza Broletto a Lodi è andata in scena una serata di festeggiamento per una decisione, da parte del Tribunale, che sicuramente farà scuola visto che il Comune di Lodi non è l'unico, in Italia, ad avere introdotto (o avere intenzione di introdurre) un regolamento simile.

Nel merito, la discriminazione sta nella differenza di richiesta a seconda che i genitori siano cittadini dell'Ue o extra Ue. Ai cittadini dell'Ue il Comune di Lodi veniva chiesto semplicemente l'Isee con autocertificazione delle proprietà immobiliari; agli extracomunitari i documenti originali, che non sempre però possono essere reperiti facilmente (in alcuni Paesi non c'è un equivalente dei nostri uffici tecnici) o comunque non necessariamente possono essere chiesti tramite l'Ambasciata, il che si traduce in viaggi anche dall'altra parte del mondo soltanto per ottenere una tariffa agevolata alla mensa del figlio. 

La regola diversa per gli extracomunitari ha fatto propendere per la decisione del Tribunale di ritenere il regolamento discriminatorio.

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