Cronaca

Lesmo, distrutto il gazebo del presidio degli operai della Yamaha

Gli operai della Yamaha hanno ritrovato il loro gazebo, che usavano durante la protesta contro la chiusura del loro stabilimento, bruciato e danneggiato. “Un atto contro la lotta sindacale” dice la Cisl

"Un atto mirato contro i simboli della lotta sindacale”  così Gigi Redaelli della Fim-Cisl ha commentato la distruzione del gazebo dei dipendenti della Yamaha, da tempo in agitazione per la chiusura del loro stabilimento di Lesmo.

Dopo la positiva risoluzione della trattativa, settimana scorsa, il gazebo avrebbe dovuto essere demolito proprio oggi.
Questa mattina al loro arrivo in fabbrica, gli operai hanno trovato il loro presidio completamente distrutto: gazebo sfasciato, striscioni e bandiere date alle fiamme. Danneggiate anche le stufe che gli operai usavano per riscaldarsi durante i loro presidi notturni.

I vandali si sono introdotti anche nella roulotte che serviva da ufficio agli operai e hanno trafugato alcuni documenti sull’accordo. I carabinieri e la Digos indagano.

Aggiornato alle 13.40 dell'11 gennaio


E' stato distrutto nella notte il gazebo del presidio che gli operai della Yamaha di Lesmo avavano messo in piedi per ripararsi dalle intemperie durante la loro protesta contro la chiusura dello stabilimento.

La Digos e i carabinieri sono stati chiamati questa mattina dai rappresentanti sindacali.
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