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Cronaca

Divieto di fumo, Sala "raddoppia": dopo le fermate dei bus, lo stadio

Secondo il sindaco di Milano, sarebbe opportuno vietare il fumo al Meazza

Non solo le fermate degli autobus e dei tram: il sindaco di Milano Beppe Sala, nella sua nuova "crociata" antifumo per combattere lo smog cittadino, inserisce anche lo stadio di San Siro, dove attualmente un divieto di fumo generalizzato non esiste. «Personalmente penso che si debba arrivare in un periodo non lunghissimo allo stadio smoking free, questa è la mia opinione», ha affermato il primo cittadino a margine del convegno sugli scali ferroviari.

L'obiettivo a lungo termine, per Sala, è il divieto di fumo generale all'aperto a Milano. La data dovrebbe essere il 2030. Ma intanto in alcuni luoghi il primo cittadino vorrebbe fare più presto. Declinando il possibile divieto non solo in funzione anti inquinamento ma anche in termini di fastidio per i non fumatori e di mozziconi per terra. «Se sono in un luogo aperto e mi fumi di fianco, ho la libertà di spostarmi», ha spiegato Sala: «Se invece sono alla fermata del bus o allo stadio non ho la libertà di spostarmi, quindi il divieto è una restituzione di diritti a coloro a cui il fumo come minimo dà fastidio, ma anche fa male, e non hanno la possibilità di evitarlo».

In Italia non c'è un divieto di fumo generale negli stadi: in alcuni è stato già introdotto, in altri no. Come il Meazza. Ma in circa un terzo dei Paesi europei aderenti alla Uefa, il divieto generale esiste già. E una ricerca dell'Istituto dei Tumori ha mostrato che il fumo di sigaretta, effettivamente, innalza il livello di polveri sottili (soprattutto pm1 e pm2,5).

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