Studente morto in gita a Milano: tra dubbi e certezze, resta il mistero

Sono poche le certezze attorno alla morte di Domenico Maurantonio, lo studente della V E del liceo scientifico Ippolito Nievo d Padova morto all'alba di domenica, dopo essere precipitato per cinque piani, all'interno dell'hotel Leonardo Da Vinci

Il ragazzo e l'hotel

Una famiglia sconvolta, tanti tra amici e compagni sotto choc e un giovane di 19 anni che non c'è più. Sono poche le certezze attorno alla morte di Domenico Maurantonio, lo studente della V E del liceo scientifico Ippolito Nievo di Padova morto all'alba di domenica, dopo essere precipitato per cinque piani, all'interno dell'hotel Leonardo Da Vinci in via Senigalia a Milano, dove insieme con la sua classe era in gita per visitare Expo.

Dopo aver interrogato studenti, professori, personale dell'albergo e ospiti, gli agenti della Squadra mobile che indagano sulla morte del giovane non sono in ancora in grado di ricostruire con certezza l'accaduto. "Non ce la sentiamo di sbilanciarci. Bisogna fare altri accertamenti tecnici", ha detto Alessandro Giuliano, capo della Mobile (video). 

Secondo le dichiarazioni dei due compagni di stanza della vittima, sono andati a dormire intorno alle due. Al mattino, Domenico, che la sera aveva bevuto una birra, non era più in stanza con loro ma non si sono allarmati. Anche la porta della camera era chiusa. Nelle loro dichiarazioni non ci sono molti dettagli ma nessuno di loro, finora, ha riferito di scherzi finiti male o altro, secondo quanto specificano gli investigatori.

Domenico viene ritrovato intorno alle 8. Il cadavere è al pianterreno, proprio in corrispondenza di una finestra di servizio al quinto piano, quindi, visto che era aperta, è ipotizzabile lo studente sia precipitato da lì. Addosso il giovane ha solo una magliettina e degli slip ed è scalzo. Anche per questo gli agenti di polizia ipotizzano che la tragedia sia avvenuta nel cuore della notte. Gli occhiali, dei quali non si separava mai a causa di una miopia, e il portafogli, sono stati trovati in camera. 

L'ipotesi incidente o malore. Ci sono delle tracce organiche sulle quali si devono attendere le analisi biologiche. Non si esclude che il giovane possa aver avuto un malore mentre era sporto dalla finestra ma gli investigatori non hanno elementi per confermare tale ipotesi. Così come non ci sono ancora elementi per spiegare alcuni piccoli lividi che il ragazzo aveva sul braccio. Macchie che senza dubbio "non sono il sintomo di un pestaggio o una violenza", sottolineano dalla Mobile, semmai di un tentativo di presa o, come confermato dall'autopsia, un segno compatibile con la caduta.

L'ipotesi suicidio. "Noi - ha detto Giuliano - non abbiamo raccolto elementi che vadano in direzione suicidio. Nemmeno una sillaba su una qualsiasi situazione conflittuale nella vita del giovane". Ed in effetti Domenico, anche a sentir la famiglia ed i compagni, era un ragazzo sereno. Sembra che fosse felicemente fidanzato con una compagna di classe, rimasta a Padova, che non facesse uso di droghe, né che avesse alcun tipo di vizio e che a scuola andasse bene. Non solo, anche il fatto che non ci fossero bigliettini d'addio avvalora questa tesi. Resta il mistero delle scarpe: il ragazzo era scalzo, una consuetudine non rara nella lunga casistica di chi decide di farla finita. Ma potrebbe non voler dire nulla.

Dopo la domenica di lutto, i compagni di classe, una trentina in tutto, hanno interrotto la gita e sono tornati in Veneto, anche se probabilmente molti di loro saranno risentiti nei prossimi giorni. Nessuno è indagato perché non c'è, allo stato attuale, nessuna ipotesi di reato. Il pm Claudio Gittardi ha aperto una indagine conoscitiva. Dopo l'autopsia di martedì, si attendono i risultati tossicologici nella speranza che quella possa aiutare a comprendere meglio cos'è successo negli ultimi istanti di vita di Domenico.

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