Don Inzoli, il prete di Crema accusato di pedofilia: chiederà il rito abbreviato

I suoi avvocati tenteranno l'accordo stragiudiziale con due vittime di abusi per evitare che si costituiscano parte civile

Don Mauro Inzoli al convegno sulla famiglia (Fb)

Comincia il processo contro don Mauro Inzoli, sacerdote di Crema di 66 anni accusato di abusi sessuali sui minori. Il 9 marzo si è svolta l'udienza preliminare davanti al gup di Cremona Letizia Platè: ed è stata rinviata all'11 maggio. Si va verso la richiesta del rito abbreviato che, in caso di condanna, prevede uno sconto di un terzo della pena. 

Due dei cinque minori vittime degli abusi sono intenzionati a chiedere la costituzione nel processo come parti civili. Ma i difensori di don Inzoli sarebbero propensi a raggiungere un accordo stragiudiziale sul risarcimento dei danni per evitare questo passaggio. Don Inzoli, intanto, continua la "vita di umiltà e preghiera" come da ordine della Santa Sede, che nel 2014, con decisione di papa Francesco, ha ammorbidito il precedente provvedimento di papa Benedetto XVI che aveva stabilito, per il prete di Crema, la riduzione allo stato laicale.

Secondo l'accusa, don Inzoli avrebbe abusato di minorenni sia durante gli esercizi spirituali tenuti nel suo ufficio sia durante le vacanze organizzate da Comunione e liberazione, di cui era uno dei massimi esponenti lombardi, negli alberghi di villeggiatura.

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Appassionato di lusso tanto da essere da tutti conosciuto come "don Mercedes", tra i fondatori del Banco Alimentare, don Inzoli all'epoca dei fatti era rettore del liceo linguistico Shakespeare e parroco della chiesa della Santissima Trinità di Crema. Città (e diocesi) in cui, dal 2014, non può entrare per provvedimento del Vaticano. Fece molto discutere la sua presenza, a gennaio 2015, al convegno sulla famiglia organizzato in regione Lombardia. In quella occasione, molti dei partecipanti "giurarono" di non averlo riconosciuto.

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