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Milano, "donazione samaritana" al Policlinico: uomo salvo grazie al rene di uno sconosciuto

L'operazione è avvenuta martedì al Policlinico. A ricevere il rene è stato un uomo. La storia

Ha "regalato" il suo rene senza sapere a chi sarebbe andato. E così - con un "grande gesto d'amore", come lo definiscono gli stessi medici - ha salvato una vita. 

"Donazione samaritana" al Policlinico di Milano, dove un uomo affetto da tempo da una grave insufficienza renale è stato operato martedì pomeriggio dopo che in ospedale è arrivato un organo da uno sconosciuto. 

"Il rene - hanno spiegato dalla stessa struttura milanese - è giunto alle 13:22 con una Lamborghini della polizia Stradale, e il trapianto è iniziato subito dopo", quando il signore - che non aveva potuto ricevere l'organo da sua moglie perché incompatibile - è entrato in sala operatoria.

A eseguire l'intervento è stato il dottore Mariano Ferraresso, direttore dell'unità operativa trapianti di rene del Policlinico, che ha ricevuto tre delle sei "donazioni samaritane" finora effettuate in tutta Italia. 

"Il trapianto da donatore vivente, di cui la donazione samaritana è un caso particolare, - ha spiegato il medico - rappresenta oggi una valida possibilità terapeutica all’insufficienza renale cronica. Diversi studi scientifici hanno dimostrato una migliore sopravvivenza del rene trapiantato da donatore vivente rispetto a quello proveniente da donatore cadavere. Un ulteriore vantaggio è quello di offrire la possibilità di ridurre o addirittura evitare la dialisi, che influenza in maniera negativa sia la sopravvivenza dei pazienti che la durata dei reni trapiantati". 

Nonostante ci siano numerosi centri autorizzati ad effettuare questo intervento, "in Italia - ha sottolineato Ferraresso - il trapianto da donatore vivente rappresenta oggi meno del 10% dei trapianti eseguiti ogni anno. Recentemente però qualcosa si sta muovendo - ha concluso lo specialista - grazie all’impegno del centro nazionale trapianti, del nord Italia Transplant program e della regione Lombardia, che hanno messo la donazione da vivente tra le loro priorità".

Foto - Il professor Ferraresso e il rene ricevuto martedì

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