menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay
Un carcere

Un carcere

Giustizia non è uguale per tutti? Al rom non concesso beneficio di Sallusti

La "doppia sospensione della pena" non è stata concessa dalla procura di Milano a un rom 30enne che deve scontare quattro mesi. Ma al direttore del "Giornale" fu concessa. Il caso sollevato da un avvocato

Ciò che venne concesso ad Alessandro Sallusti, direttore del "Giornale", non è stato concesso a un cittadino rom. Questo in estrema sintesi è quanto successo al trentenne L.P., rom serbo fermato a Milano mentre guidava un'auto con una patente falsa. Lo rende noto il suo legale di fiducia, Eugenio Losco, secondo cui al suo cliente spettava la "doppia sospensione" della pena, come nel caso Sallusti, sulla base della legge cosiddetta "svuota carceri".

In pratica, al direttore del "Giornale" il procuratore Bruti Liberati aveva sospeso la pena una prima volta per 30 giorni, tempo concesso dalla legge al condannato per chiedere una misura alternativa al carcere, e poi anche una seconda volta. E aveva emanato una direttiva con cui si chiedeva all'ufficio esecuzione di applicare questa doppia sospensione in tutti i casi analoghi.

Passiamo ora al caso sollevato del cittadino rom: dopo essere stato scoperto con la patente falsa, il 30enne era tornato in Francia, dove vive, ed era stato condannato a quattro mesi di carcere con sospensione di 30 giorni per chiedere le misure alternative. Il decreto di sospensione, però, era stato notificato soltanto all'avvocato d'ufficio, mentre il rom era stato dichiarato irreperibile essendo in Francia. A metà ottobre 2013, rientrato in Italia, è stato fermato per un controllo e gli agenti si sono accorti della condanna da scontare, per cui l'hanno portato in carcere a Monza.

Il legale ha presentato una prima istanza di domiciliari basandosi sul fatto che l'uomo, in Francia, non aveva saputo della possibilità di chiedere misure alternative al carcere, e poi una seconda istanza sulla base del "caso Sallusti". Ma questa istanza non è stata accolta: gli atti sono stati soltanto trasmessi ai giudici di sorveglianza: "Intanto resta in carcere", ha detto l'avvocato, "e credo che ci resterà per tutti e quattro i mesi, prima delle verifiche".

"Il mio assistito - ha aggiunto - non è pericoloso socialmente, ha eletto un domicilio a casa di un parente e la pena è inferiore ai diciotto mesi", quindi avrebbe tutti i requisiti per chiedere la sospensione per la seconda volta. Come da "caso Sallusti".

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
  • Attualità

    L'imprenditore milanese che inventa il "buco" per bere dalla mascherina

  • Cultura

    I teatri che a Milano lottano e non vogliono morire

  • Coronavirus

    Come si curano oggi i tossicodipendenti a Milano

Torna su

Canali

MilanoToday è in caricamento