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Il ragazzino di 11 anni istruito dai genitori per spacciare cocaina

La storia - agghiacciante - del giovanissimo che aiutava i genitori a preparare le dosi. Il padre, quando è stato arrestato, aveva una pistola pronta all'uso

I genitori lo avevano di fatto arruolato per avviarlo alla loro stessa "carriera", quella di spacciatori di droga. Nell'appartamento di famiglia a Milano, in zona piazza Prealpi, gli avevano insegnato a confezionare le dosi di stupefacenti (soprattutto cocaina, ma anche "fumo") e lo rendevano partecipe dell'attività, per esempio portandolo con loro quando dovevano effettuare una consegna.

Quando, nel 2018, è stata avviata l'indagine dei carabinieri della compagnia Milano Duomo, guidati dal tenente Vincenzo Del Latte, che ha portato a un totale di trentasette misure cautelari, il ragazzo aveva appena undici anni. Ed era già stato "instradato" nell'attività, di certo remunerativa ma illecita, dei propri genitori. Un cinquantenne con alle spalle diversi anni di carcere e una trentacinquenne, entrambi milanesi, collegati alle 'ndrine calabresi che operano tra Baranzate, Quarto Oggiaro e, appunto, Prealpi.

Video: l'operazione dei carabinieri

Un contesto di spaccio e di associazione per delinquere in cui si può entrare anche se non originari del Reggino, anche se non direttamente imparentati con le cosche: la 'ndrina Serraino-Di Giovine in questo caso, di stanza a Milano dagli anni '60 e famosa per i ruoli rilevanti di alcune donne nell'organizzazione.

Il ragazzo, all'epoca dell'avvio delle indagini, non era noto ai servizi sociali. Ora, con il padre in carcere e la madre colpita da una misura cautelare, è stato affidato ad una comunità minorile ed è seguito dai servizi sociali. Tra le pieghe dell'inchiesta è stato dimostrato che il giovanissimo venisse istruito su come preparare le dosi di droga e, almeno in un'occasione, avesse accompagnato il padre durante una consegna.

L'arresto della coppia di spacciatori

In casa i carabinieri hanno trovato anche diverse armi, tutte rubate e perfettamente funzionanti: sei pistole e una carabina. Il padre, al momento dell'arresto, aveva con sé una delle pistole, pronta all'uso. Circostanza che gli ha procurato anche l'aggravante della disponibilità di armi. E che indica, ancor di più, la delicatezza del contesto in cui il ragazzino stava crescendo. 

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