Carcere di Bollate, l'allarme degli agenti: "Metal detector rotti, droga e cellulari in cella"

La denuncia dei sindacati: "Cani antidroga non operativi e metal detector non funzionanti"

Un detenuto, la cui identità non è stata resa nota, è stato sorpreso all'interno del carcere di Bollate con trecento grammi di droga. A denunciarlo sono i sindacati della polizia penitenziaria, che fanno riferimento a quello che viene definito come "l'ultimo episodio di una serie". 

"Un detenuto ha introdotto all'interno del reparto detentivo circa 300 grammi di stupefacente - ha raccontato Bruno Pompeo, segretario provinciale Fsa Cnpp della Lombardia -. L'aumento di questi episodi è dovuto alla non operatività dei cani in dotazione alle unità cinofile della Polizia Penitenziaria". 

E il perché di questa "non operatività" è chiarito dallo stesso Pompeo: "Il dipartimento dell'amministrazione penitenziaria di Roma sono mesi che non paga le quote assicurative dei nostri 'colleghi a 4 zampe', costringendoli a rimanere a riposo forzato". 

Non solo cani fermi, però. Perché a Bollate - sempre secondo quanto reso noto dal sindacato - "non funzionerebbero i metal detector, ormai obsoleti", e continuerebbero ad entrare cellulari "portati da detenuti in permesso esterno".

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