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Emilio Fede condannato per aver ricattato il dirigente 'che lo licenziò' dal Tg4

La Cassazione ha giudicato l'ex direttore del Tg4 colpevole di due capi di imputazione (assolvendolo da una terza accusa)

L'ex direttore del Tg4 Emilio Fede è stato condannato nell'ambito del processo sul 'fotoricatto' ai danni del dirigente Mediaset Mauro Crippa. A deciderlo la Cassazione confermando la sentenza della corte d'Appello.

Il ricorso presentato dai legali di Fede, 89 anni, è stato dichiarato inammissibile dalla seconda sezione penale della Suprema Corte, la quale ha confermato la sua responsabilità per due capi di imputazione e la sua assoluzione da uno degli episodi che gli erano contestati, che aveva lievemente ridotto la condanna inflittagli nel 2017 in primo grado a due anni e tre mesi.

Secondo la Cassazione, i motivi nel ricorso dell'ex direttore Tg, tendono "ad ottenere una inammissibile ricostruzione dei fatti mediante criteri di valutazione diversi da quelli adottati dal giudice di merito, il quale, con motivazione esente da vizi logici e giuridici, ha esplicitato le ragioni del suo convincimento", le "conclusioni circa la responsabilità del ricorrente risultano adeguatamente giustificate dal giudice del merito attraverso una puntuale valutazione delle prove, che ha consentito una ricostruzione del fatto esente da incongruenze logiche e da contraddizioni".

Nello specifico per i magistrati la sentenza impugnata "anche mediante l'ampio richiamo delle risultanze probatorie valorizzate ai fini di condanna dal primo giudice, ha adeguatamente giustificato la ricostruzione del ruolo di mandante di Fede rispetto all'elaborazione di foto compromettenti da utilizzare contro Crippa, individuato come il principale responsabile del suo licenziamento da Mediaset; al riguardo si sono ampiamente illustrate le ragioni, di fatto e logiche, in virtù delle quali Fede è stato individuato quale ideatore del reato di estorsione, programmando la realizzazione delle immagini compromettenti per Crippa (risultando irrilevante ai fini di causa se le stesse fossero vere o false), nonché quale autore del tentativo di utilizzo delle stesse a fini strumentali rispetto al disperato tentativo di evitare il licenziamento da Mediaset che Crippa, responsabile dell'informazione, aveva deciso di attuare".

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