Emilio Fede dopo la condanna: "Chiederò la grazia a Mattarella, dovrei arrivare a 93 anni..."

L'ex direttore del Tg4 pronto a chiedere la grazia al presidente Mattarella. Le sue parole

"Ci stiamo riflettendo". Emilio Fede, condannato nei giorni scorsi in via definitiva a 4 anni e 7 mesi di carcere per il caso Ruby, sembra essere pronto a chiedere la grazia al capo dello Stato, Sergio Mattarella. 

""Valuterò i termini con cui poter rivolgere la richiesta di grazia al capo dello Stato. Sono psicologicamente frantumato - ha detto il giornalista all'Adnkronos -. Dovrei arrivare a 93 anni, alla fine della mia vita, prima di tornare ad essere un uomo libero. Oggi - ha aggiunto Fede - sono stato dall'avvocato Salvatore Pino, che ha gestito la parte più delicata di questa vicenda, poi sono andato a fare una preghiera a Wojtyla, che io ho conosciuto come Papa ma che ora è diventato santo".

"All'autorità chiederò di poter vivere gli arresti domiciliari nella casa di mia moglie Diana a Napoli, perché è una città a cui sono molto legato e dove la gente mi manifesta sempre tanta vicinanza. E quando si tratterà, spero al più presto, di ottenere l'affidamento ai servizi sociali, chiederò di potermi occupare degli anziani ma anche di ragazzi con difficoltà che cercano un'alternativa alla strada e alla malavita", ha concluso Fede.

"È un'idea che ha un senso e ci stiamo riflettendo" ha confermato il suo legale, l'avvocato Salvatore Pino, che lo ha incontrato lunedì. Per l'ex direttore del Tg4 - condannato per favoreggiamento della prostituzione e  tentativo di induzione alla prostituzione - nei prossimi giorni inizierà la detenzione domiciliare per scontare la prima parte della pena arrivata per le "cene eleganti" di Arcore.

Fede, infatti, non andrà in carcere. La procura generale di Milano, in ragione dell'età - 88 anni - e dello stato di salute, ha sospeso l'ordine di carcerazione, che sarebbe scattato vista la condanna superiore a 4 anni.

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In passato la Cassazione - che ha condannato anche Ruby, per lei 2 anni e 10 mesi - aveva respinto con rinvio la sentenza d'Appello chiedendo che i giudici del secondo grado motivassero in modo più concreto i casi di induzione e quelli di favoreggiamento della prostituzione. Nel procedimento principale - in cui Berlusconi era accusato di concussione e di prostituzione minorile - la Cassazione aveva assolto l'ex presidente del consiglio, e riguardo all'età di El Mahrough aveva accolto la tesi difensiva dell'impossibilità di conoscerla.

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