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Mercoledì, 1 Dicembre 2021
Cronaca San Donato Milanese

Eni-San Donato, paura per il personale in Libia: impossibile comunicare

Eni informa che "è in corso sia il rimpatrio dei famigliari dei propri dipendenti, che quello dei dipendenti non operativi". Per tutta la giornata di ieri "impossibile comunicare con la Libia". Paura per i tecnici e manager sandonatesi

Sono ore di grande apprensione per i numerosi tecnici, manager e ingegneri italiani - tra i quali, probababilmente, diversi trasfertisti del Sudmilano - presenti in Libia per le piattaforme petrolifere Eni (Ente nazionale idrocarburi). Per tutta la giornata di ieri è stato estremamente difficoltoso, se non impossibile, dal quartier generale di San Donato, mettersi in contatto con gli uffici libici. 

"RAFFORZATE LE MISURE DI SICUREZZA" - Non è chiara, quindi, la situazione nel Paese nordafricano. Anche se Eni, con uno scarno comunicato stampa, rassicura della situazione e dà notizia di un piano di rientro: "In relazione allo stato delle attività in Libia, Eni informa che è in corso sia il rimpatrio dei famigliari dei propri dipendenti, come già previsto a seguito della chiusura anticipata delle strutture scolastiche nel Paese, sia dei dipendenti non strettamente operativi. In questo momento Eni non ravvisa alcun problema agli impianti e alle strutture operative. Le attività proseguono nella norma senza conseguenze sulla produzione. Eni, tuttavia, sta provvedendo a rafforzare ulteriormente le misure di sicurezza a tutela di persone e impianti".

LA SOCIETA' SANDONATESE E LA LIBIA - Fino a poco tempo fa il quadro in Cirenaica non destava alcuna preoccupazione, dando possibilità ai trasfertisti italiani di sentirsi "sicuri". Lo affermano diverse testimonianze di ingegneri del Sudmilano. Ma nelle ultime convulse giornate l'orizzonte politico e sociale sta mutando con rapidità. E pericolosità. Eni produce in Libia circa 108mila barili di petrolio al giorno, circa il 5% della produzione libica totale. La chiusura parziale degli impianti o il rallentamento della produzione porterebbe a un brusco rialzo dei prezzi dei carburanti: già lunedì, in Borsa, il titolo Eni ha subìto forti ribassi.

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