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Giovedì, 2 Dicembre 2021
Cronaca

Perquisizioni della guardia di finanza dal leghista Enrico Cavaliere

La guardia di finanza di Milano ha effettuato martedì 27 novembre una serie di perquisizioni a carico di società e di persone, tra cui l'ex deputato della Lega Nord

La guardia di finanza di Milano ha effettuato martedì 27 novembre una serie di perquisizioni a carico di società e di persone, tra cui l'ex deputato della Lega Nord ed ex presidente del Consiglio regionale del Veneto, Enrico Cavaliere.

L'accusa è quella di corruzione per una presunta tangente da 850mila euro che avrebbe ricevuto assieme ad un ex manager dalla Siram, multinazionale dell'energia.

L'inchiesta è una tranche delle indagini sui fondi del Carroccio e sull'ex tesoriere Francesco Belsito.

In particolare, le perquisizioni degli investigatori del Nucleo di polizia tributaria sono state disposte dal procuratore aggiunto di Milano Alfredo Robledo e dai pm Roberto Pellicano e Paolo Filippini nell'ambito della tranche dell'inchiesta che, lo scorso 24 aprile, ha portato in carcere l'ex tesoriere del Carroccio Belsito.

Con lui erano stati arrestati l'imprenditore Stefano Bonet e il procacciatore d'affari Romolo Girardelli, accusati di associazione per delinquere finalizzata, a vario titolo, all'appropriazione indebita, al riciclaggio e alla truffa. Un filone diverso quest'ultimo da quello ribattezzato 'The Family' sulle spese coi fondi della Lega che vede tra gli indagati anche l'ex segretario Umberto Bossi e che si avvia verso l'invio degli avvisi di conclusione delle indagini.

Da quanto si è appreso, l'accusa di corruzione a carico dell'ex parlamentare ed ex consigliere regionale Cavaliere e del manager Claudio Boni nascerebbe da dichiarazioni messe a verbale da Belsito e da Bonet. I due avrebbero appunto parlato di una presunta tangente da 850mila euro versata nel 2010 dalla Siram ai due indagati: 500mila euro a Cavaliere e 350mila euro a Boni.

La presunta mazzetta, sempre stando a quanto si è appreso in relazione a dichiarazioni messe a verbale, sarebbe stata richiesta da uomini della Lega Veneta. E nei verbali Cavaliere sarebbe indicato, tra le altre cose, come politico vicino al sindaco di Verona, Flavio Tosi. La presunta tangente sarebbe stata richiesta prima alla Po.la.re, società di Bonet, e poi alla Siram che l'avrebbe versata. Come era già emerso nelle carte delle indagini, Belsito avrebbe sfruttato le "molteplici e rilevanti 'entrature' politiche, imprenditoriali e bancarie vantate" per "facilitare il conferimento alle società del gruppo di Bonet'' di "ingenti commesse di ricerca e sviluppo (...) pressoché totalmente fittizie'' da parte di Siram.

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