Incidente sul lavoro, Esselunga paga 1,3 mln ai famigliari vittima

Hanno patteggiato un anno di reclusione (pensa sospesa) anche vicepresidente della società e altri due dirigenti. L'accordo in sede extragiudiziale

1,3 milioni di euro. E' l'accordo in sede extragiudiziale che hanno ricevuto i familiari di un operaio morto schiacciato nell'ottobre 2009 da un camion nell'area scarico merci di un supermercato Esselunga a Milano. Martedì 14 febbraio il gup di Milano Andrea Ghinetti ha ratificato il patteggiamento di Esselunga spa, che era imputata in base alla legge 231 del 2001 sulla responsabilità amministrativa degli enti, a una pena pecuniaria di 223mila euro.

Hanno patteggiato un anno (pena sospesa) anche il vicepresidente della società, Paolo D.G., e altre due persone. I familiari hanno ritirato la costituzione di parte civile, perché, da quanto si è saputo, sono stati risarciti, da Esselunga e dalla ditta di trasporti, fuori dal giudizio con una cifra di circa 1,3 milioni di euro, che è andata in parti diverse alla moglie, ai due figli, ai genitori e ai tre fratelli dell'operaio. 

Per quella 'morte bianca', il pm di Milano Francesca Celle aveva infatti chiesto il rinvio a giudizio anche per Esselunga, perché, all'epoca dei fatti, "non si era ancora dotata - scriveva nell'imputazione - di alcun modello organizzativo e gestionale" finalizzato alla "prevenzione del reato di omicidio colposo commesso con violazione delle norme sulla tutela della salute e della sicurezza sul lavoro".

Secondo il pm, che ha disposto una consulenza tecnica, la tragedia, avvenuta nel punto vendita di via Washington, si sarebbe potuta evitare se Esselunga avesse eliminato le "pendenze improprie del piazzale merci del supermercato" e creato "uno spazio di rifugio antischiacciamento" per gli autisti. L'operaio, Claudio Birolini, 45 anni, con una moglie e due figli - assistiti dall'avvocato Michele Iudica - era rimasto schiacciato contro il muro da un camion, il 26 ottobre 2009, nell'area merci del supermercato.

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Dal procedimento era comunque emerso che l'uomo aveva lasciato il mezzo senza freno a mano tirato e con il motore acceso. Oggi, davanti al gup, la società ha patteggiato, così come il suo vicepresidente e come il titolare della ditta di autotrasporti Capozzi srl per cui lavorava l'operaio. Patteggiamento a un anno anche per Aldo B., responsabile della direzione logistica per Esselunga. Rinviati a giudizio, invece, con il processo fissato per il 4 aprile davanti alla nona sezione penale, il direttore del cantiere, il responsabile impianti e quello dei trasporti, e il direttore del punto vendita (fonte: ansa).

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