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Il fatto

La Svizzera dice no all'estradizione di Danilo Coppola, l'ex re di Porta Vittoria

L'imprenditore resta latitante in Svizzera: i magistrati italiani volevano incarcerarlo

Lui si è sempre dichiarato innocente, ma intanto è latitante in Svizzera, mentre i magistrati italiani vorrebbero incarcerarlo per una tentata estorsione a Prelios, ai tempi del fallimento di Porta Vittoria, il quartiere milanese da lui costruito. Ora c'è una buona notizia per Danilo Coppola, ex immobiliarista finito in numerosi guai giudiziari: la Svizzera ha deciso di negare l'estradizione affermando che, per quel reato, da loro non è previsto il carcere.

La richiesta di custodia cautelare in penitenziario era stata avanzata dopo una sentenza al riguardo da parte della Cassazione. Il 54enne può dunque restare nel paese elvetico. Da dove ultimamente sta postando, freneticamente, su Instagram atti giudiziari e conversazioni whatsapp per cercare di dimostrare la sua innocenza e buona fede. Ma soprattutto il fatto che non fosse al corrente della presunta "tentata estorsione", frutto di una email di un avvocato di cui sarebbe venuto a sapere soltanto successivamente. Intanto a luglio dovrebbe tenersi, sempre in Cassazione, l'udienza sulla bancarotta vera e propria. 

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