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Sabato, 2 Luglio 2022
Cronaca

Eterologa, il Consiglio di Stato: "La Lombardia discrimina le coppie"

Sotto accusa le norme sulla fecondazione eterologa, in Lombardia interamente a carico della coppia, contrariamente alla fecondazione omologa

E' illegittima la scelta della regione Lombardia di far pagare la fecondazione eterologa per intero alle coppie, contrariamente a quella omologa. Lo ha stabilito il Consiglio di Stato, a cui Maroni s'era appellato dopo che anche il Tar aveva dato torto alla giunta regionale.

Tutto parte dalla sentenza della Corte costituzionale che aveva annullato - nel 2014 - il divieto dell'eterologa previsto dalla legge 40/2003, demandando alle regioni la regolamentazione. La Lombardia aveva scelto di fare pagare alle coppie la tariffa della fecondazione eterologa (da 1.500 a 4.000 euro), con una decisione che era stata molto discussa. Il Tar e, ora, il Consiglio di Stato hanno ritenuto che questa scelta sia stata discriminatoria, con una immotivata disparità nel trattamento rispetto alle coppie che possono utilizzare la fecondazione omologa, a carico del servizio sanitario regionale.

"La regione deve garantire ragionevolmente il medesimo trattamento a tutti i soggetti che versino nella stessa sostanziale situazione di bisogno, a tutela del nucleo irriducibile del diritto alla salute quale diritto dell'infidivio e interesse della collettività", si legge nella sentenza del Consiglio di Stato. La giunta aveva motivato la scelta giustificandola con una presunta scarsità di trasferimenti dal governo, ma il secondo grado della giustizia amministrativa ha rigettato questa motivazione: per i magistrati, "il richiamo a tali esigenze finanziarie" non giustifica "la mancanza di adeguate ragioni selettive che pongano un ragionevole punto di discrimine nell'accesso alle prestazioni santiarie di soggetti aventi diritto".

E nel frattempo la fecondazione eterologa è stata inclusa nei livelli essenziali di assistenza (Lea) nazionali. "La Lombardia non perda altro tempo e faccia quello che hanno fatto le altre regioni, ovvero individui la quota di compartecipazione e garantisca alle coppie che ne hanno bisogno di poter avere un trattamento equo e corretto", è il commento di Sara Valmaggi, consigliera regionale del Partito democratico. "Purtroppo ancora una volta è la giustizia amministrativa a dover intervenire per rimediare i danni di una maggioranza che produce disparità illegittime e nega diritti, collezionando un numero sempre crescente di bocciature e richiami", dichiara Umberto Ambrosoli, consigliere regionale del Patto Civico.

"A settembre porteremo in giunta una delibera che recepirà anche le indicazioni dei giudici amministrativi, appena verranno approvati i nuovi Lea nazionali", è la reazione del neo assessore alla sanità in Lombardia, Giulio Gallera, esponente liberale di Forza Italia.

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