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Il filone d'inchiesta

Alberto Genovese verso il processo per evasione fiscale

La procura di Milano si accinge a chiedere il rinvio a giudizio per una presunta evasione da 4 milioni di euro

La procura di Milano si appresta a chiedere il rinvio a giudizio per Alberto Genovese, per un'inchiesta su una presunta evasione fiscale per 4 milioni di euro. L'imprenditore sta scontando in carcere una condanna definitiva a 6 anni e 11 giorni per violenza sessuale su due giovani modelle sue ospiti a Ibiza e nell'appartamento in centro a Milano soprannominato 'Terrazza Sentimento'.

L'inchiesta, condotta da Rosaria Stagnaro, Paolo Filippini e Letizia Mannella, riguarda alcune omesse dichiarazioni al fisco tra il 2018 e il 2019, utilizzando la holding Auliv per gestire i flussi finanziari derivati dalle attività e partecipazioni in varie società. Il denaro sarebbe stato 'drenato' dall'imprenditore per spese in beni di lusso, tra cui una villa a Ibiza del valore di 8 milioni di euro.

Più in dettaglio, Genovese avrebbe dichiarato come redditi da capitale quelli che, invece, sarebbero stati redditi da lavoro (provenienti dalla liquidazione di strumenti warrants) quando era attivo in Facile.it, la società di cui era stato il fondatore. Inoltre l'imprenditore non avrebbe indicato plusvalenze da 10 milioni di euro per cessioni di partecipazioni in varie società, tra cui quelle detenute in Brumbrum.

Gli altri filoni d'inchiesta

Questo, per Genovese, è il terzo filone d'inchiesta. Per il primo, relativo a due violenze sessuali, come detto, l'imprenditore sta scontando in carcere una condanna definitiva, anche se la Cassazione si pronuncerà sul ricorso della difesa, per l'affidamento terapeutico alternativo. Invece, a dicembre, inizierà il processo a carico di Genovese per il secondo filone, relativo ad altri abusi sessuali e detenzione di materiale pedo-pornografico.

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