Mercoledì, 16 Giugno 2021
Cronaca Tortona / Via Tortona

Macao, i dubbi su ex Ansaldo: "Era già nel programma, siamo un'altra cosa"

E Boeri: "Libertà creativa spesso possibile solo in spazi informali". Ma il Pdl minaccia l'esposto se l'ex Ansaldo verrà assegnata senza bando

L'assemblea spontanea del 15 maggio

Subito dopo la promessa di Pisapia di riservare una parte dell'ex Ansaldo al gruppo di artisti appena sgomberati dalla torre Galfa, le polemiche non si placano. Anzi. Riccardo De Corato, arrabbiato soprattutto se l'assegnazione avverrà senza bando, promette un esposto. E il suo capogruppo Carlo Masseroli lamenta mancanza d'equità. Non lo dicono, gli esponenti del Pdl, ma la loro opinione è chiara: come se il sindaco avesse ceduto a una sorta di bonario ricatto.

Palmeri (Fli) sottolinea invece come il centro-sinistra abbia avuto posizioni divise in merito al Galfa. "Sui fondamentali continua a provare a tenere tutto insieme - dice Palmeri - e invece non riesce a tenere nulla". Chiaro il riferimento alla varietà di opinioni sul Galfa che hanno attraversato la maggioranza: da un Basilio Rizzo che giudicava sbagliato lo sgombero e che ha dichiarato che l'amministrazione deve stare coi ragazzi occupanti, a un Roberto Biscardini che giudicava fuori luogo le parole di Rizzo; da una Carmela Rozza che si dichiarava contraria a qualsiasi occupazione abusiva a uno Stefano Boeri che - pur ammettendo di non poter giustificare l'occupazione - sottolineava la valenza dell'esperimento.

L'ex Ansaldo è un'area industriale da molti anni di proprietà del comune: attualmente i suoi utilizzi principali sono due. Una parte è dedicata alle strutture tecniche del Teatro alla Scala (i laboratori, la sartoria e così via), un'altra parte ospita eventi (soprattutto durante il Fuori Salone, ma non solo). Nel programma di Pisapia stava scritto che sarebbe stata realizzata la "Città delle culture", già prevista quando nel 2003 David Chipperfield vinse il bando internazionale per progettarla. Nel tempo cambiò nome in "Area Ansaldo". Il centro-sinistra avrebbe appunto desiderato tornare allo spirito originario di un museo dedicato a tutte le culture del mondo, con sale specifiche per ogni continente. Ma il progetto andava a rilento e, a fine 2011, l'assessore Boeri aveva fatto sapere che la nuova struttura di Chipperfield sarebbe stata piuttosto dedicata all'arte contemporanea.

Tale contesto fa capire perché i ragazzi del Galfa non siano totalmente soddisfatti dalla promessa di Pisapia. Sanno bene che la destinazione di parte di ex Ansaldo alla cultura e all'arte era stata prevista nel programma elettorale. "Non è una proposta, per noi era nel programma di Pisapia: semmai abbiamo velocizzato un processo - dicono - ma Macao è un'altra cosa". Nella mattinata di mercoledì una nuova assemblea in via Galvani sta affrontando la questione. Qualcuno, tra l'altro, ha affermato che "Non vogliammo uno spazio ma vogliamo autodeterminarci, andare al di là della burocrazia".

Già, perché il senso di Macao è proprio quello del processo creativo dal basso, come del resto ha scritto martedì sera Stefano Boeri sul suo blog: "Governare una città complessa significa sapere che la scena creativa di una metropoli si rigenera anche grazie a luoghi non istituzionali e non codificati (..) la creatività ha bisogno di una grande libertà di azione e di pensiero (..) spesso questa libertà è possibile solo entro spazi informali e auto-organizzati".

L'assegnazione di uno spazio pubblico (ex Ansaldo) attraverso un bando o anche, al limite, con procedura diretta, implica invece un intervento dell'amministrazione "ad hoc" per questo caso. Ed è cosa diversa dal messaggio di Macao. Che non ha chiesto "uno spazio", ma "spazi". Berlino è stata per almeno quindici anni il simbolo della città contemporanea aperta alle contaminazioni e all'arte. E' evidente che parte dello spirito "arancione" sognava proprio questo. C'è da scommettere che i giovani di Macao non saranno affatto accontentati (e accontentabili) prendendo uno spazio pubblico e trasformandolo in spazio artistico tramite bando (come vorrebbero parte della maggioranza e il Pdl e la Lega) o anche senza bando (direzione in cui certamente "spingeranno" Sel e Fds).

 

 

 

 

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