Va a casa a riprendere le sue cose: donna massacrata e stuprata dall'ex fidanzato pugile

La donna è finita in ospedale col timpano rotto e segni su volto e corpo. Arrestato l'uomo

A settembre, nonostante lui l'avesse massacrata, aveva ritirato la denuncia. Aveva spiegato alle forze dell'ordine di essere caduta dalle scale e aveva fatto tornare libero il suo fidanzato. Poco più di un mese dopo, però, era ricaduta nell'incubo. Era andata a casa di quell'uomo per riprendere le sue cose, ma lui - ancora una volta - l'aveva pestata a sangue, l'aveva riempita di botte e poi l'aveva violentata, tenendola in ostaggio per quasi due giorni. 

L'autore della follia, il mostro, è un uomo di trentadue anni, un ex pugile di origini marocchine residente nel Milanese, che martedì è stato arrestato dagli agenti della polizia locale con le accuse di sequestro di persona, lesioni gravi e violenza sessuale nei confronti della sua ex compagna, una donna di quarantasei anni che vive in città. 

L'attenzione dei ghisa sul 32enne si è accesa a metà ottobre, quando gli investigatori sono stati allertati dalla clinica Mangiagalli. I medici, dopo aver visitato e curato la 46enne, si erano resi conto che quei segni sul corpo nascondevano altro e hanno avvisato i ghisa. Da lì si è immediatamente attivato il codice rosso, la nuova procedura per trattare i casi di violenza sulle donne, e la vittima è stata subito ascoltata dal pubblico ministero. 

Sequestrata, picchiata e violentata

La donna ha così raccontato le violenze che era costretta a subire, ormai da tempo, da quell'uomo con cui aveva iniziato una relazione soltanto pochi mesi prima. Ha messo a verbale di quelle botte ricevute a settembre mentre erano in vacanza insieme - quando lei aveva poi ritirato la denuncia - e di quelle ore di inferno vissute a casa del pugile, dove era andata per riprendere alcune cose lasciate lì. 

La vittima ha denunciato di essere stata rinchiusa in casa dall'ex compagno, di essere stata violentata e di essere stata picchiata ripetutamente, fino a svenire. La 46enne - con un timpano sfondato per i colpi - era stata tenuta in ostaggio nell'appartamento ed era riuscita a liberarsi soltanto il giorno dopo grazie all'aiuto di due vicini di casa. 

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A quel punto era andata in ospedale e aveva trovato finalmente il coraggio di parlare con gli agenti del nucleo tutela donne e minori e con il pm. Martedì, il suo aguzzino è finito in cella mentre lei è al sicuro in una comunità protetta. 
 

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