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La statua all'Ippodromo (foto Provincia di Milano)

La statua all'Ippodromo (foto Provincia di Milano)

Il cavallo di Leonardo al sito di Expo piace anche agli americani

Sembrano tutti d'accordo sul trasferimento dall'ippodromo, dove è nascosto e poco conosciuto. Ma la fondazione che l'ha donato: "Si pensi a una sistemazione definitiva"

Quando venne realizzato, fu un evento. Il cavallo disegnato da Leonardo da Vinci fu donato al comune di Milano (l'accordo è del 1999) dalla Fondazione Leonardo da Vinci's Horse, creata da un miliardario americano, Charles Dent, nel frattempo deceduto. La più grande statua equestre del mondo, alta più di sette metri, costata sei milioni di dollari e realizzata dalla scultrice Nina Akamu.

La statua è all'ingresso dell'ippodromo del galoppo, a San Siro, da quando venne trasferita in città. Ora più d'uno la propone come elemento simbolico per Expo 2015, da ricollocare nel sito dell'esposizione universale. Anche perché nel frattempo la statua sembra dimenticata, ed è un vero peccato. All'ippodromo non è mai sorto quel parco culturale intorno al cavallo leonardesco che era stato promesso dall'amministrazione comunale ed era piaciuto agli americani. Pochi sono i milanesi a conoscenza che la statua esiste. Meriterebbe senz'altro maggiore visibilità.

L'idea del cavallo all'Expo piace anche alla fondazione americana, che già da anni ha fatto sapere che preferirebbe una collocazione diversa e ora riprende il filo: "Va benissimo, purché sia il transito verso la sistemazione definitiva", afferma Peter Dent, erede di Charles, al "Corriere". La sistemazione definitiva, però, è oggetto di dibattito. Alcuni vedrebbero bene il cavallo davanti al Castello Sforzesco, altri alle "porte" della città, come Malpensa o la Stazione centrale. Le possibilità sono tante.

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