Expo 2015 Duomo / Piazza del Duomo

Expo, troppe code nei padiglioni: si studiano le alternative

Forse scatteranno le visite su prenotazione. La Svizzera lo fa già, distribuendo biglietti con l'orario in cui ripresentarsi

Visitatori a Expo (foto Boris_Sv, Instagram)

Almeno nei weekend, Expo piace. Non c'è più alcun dubbio, a quasi un mese dall'avvio dell'esposizione universale. Lo testimoniano le code sia ai tornelli sia, soprattutto, per entrare in alcuni padiglioni. Così è successo domenica 24 maggio, complice il bel tempo: un'ora e mezza, un'ora e quaranta minuti di attesa nel pomeriggio per il Padiglione Italia. Mezz'ora per la Colombia, cinquanta minuti per l'austria. 

L'effetto boomerang è evidente: i visitatori che vengono da lontano non si accontentano di visitare pochi e poco "appetibili" padiglioni; sono sicuramente dispiaciuti di dover rinunciare a vedere quelli di cui si parla di più. E possono fare "cattiva pubblicità" al loro ritorno. D'altra parte, l'inizio di un'esposizione è sempre "in sordina" rispetto ai risultati successivi. Il picco di pubblico non è mai all'inizio. Dalla "cabina di regia" ci si interroga: se adesso la situazione è questa, occorre correre subito ai ripari.

Così si sta pensando a vari sistemi per evitare le lunghe code. Tra questi, l'idea di "suggerire" ai singoli padiglioni di far prenotare la visita, in modo da creare "corsie preferenziali". L'altra soluzione è quella di ridurre la lunghezza dei tour interni ai padiglioni, in modo da smaltire più velocemente i visitatori. Nel padiglione giapponese, per esempio, il tour è di circa cinquanta minuti, il che crea un "tappo" e una conseguente coda. La Svizzera (manco a dirlo) ha già risolto in parte il problema, distribuendo biglietti con l'orario a cui ripresentarsi.

Parallelamente si discute sempre di prolungare l'apertura di un'ora, fino a mezzanotte, nei weekend. L'evidenza è favorevole, vista la massa di persone che, di fatto, si riversa in Expo il sabato e la domenica; gli esercenti di Milano sono (com'era da aspettarsi) nettamente contrari, temendo che quell'ora in più tolga loro clienti (c'è da chiedersi se sia possibile). E con gli esercenti il "loro" assessore, Franco D'Alfonso, che oltre alla delega sul turismo e il marketing territoriale "controlla" anche il settore commercio di Palazzo Marino. "Non vedo il motivo per prolungare l'orario", ha dichiarato.

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