Expo 2015

Arexpo, sì dell'aula. Ma la Fds non partecipa: "Gli elettori con noi"

Rizzo e la Sonego confermano la contrarietà a Expo 2015. Reazione del Pd: "Subito vertice di maggioranza". Dubbi del centrodestra: "Svalutate le aree, 70 milioni in meno per la città".

Una seduta del Consiglio

Tutto come previsto in consiglio comunale per sancire l'ingresso del comune nella società Arexpo, la società varata a fine maggio 2011 che avrà il compito di acquisire le aree per l'esposizione e poi coordinare il piano urbanistico dell'intera area per il dopo-expo.

Palazzo Marino avrà una partecipazione del 34,6% con un impegno finanziario di 32 milioni di euro. L'aula ha approvato la delibera e la Federazione della Sinistra non ha partecipato al voto, confermando la generale contrarietà all'operazione expo 2015.

"Sono scelte che non vanno nell'interessa della città - hanno spiegato Basilio Rizzo e Anita Sonego - perché premiano la rendita e favoriscono una ben precisa famiglia politica a spese della collettività". La loro posizione è ferma: "siamo convinti di interpretare la maggioranza degli elettori della coalizione". E hanno illustrato un quadro a loro dire intessuto di persone e rapporti tutti riconducibili al "potere formigoniano". La delibera è comunque passata con 27 voti a favore della maggioranza, compreso il sindaco, il voto contrario di Mattia Calise del Movimento 5 stelle e l'astensione dei 9 consiglieri di centrodestra. Fuori dall'aula, appunto, i due consiglieri della Sinistra per Pisapia, Basilio Rizzo e Anita Sonego. Sinistra e Libertà (come ha spiegato la capogruppo Patrizia Quartieri) alla fine si è decisa per il sì, ma "dopo un confronto interno".

La decisione della Fds ha aperto una polemica molto forte con il Partito democratico. Se ne fa interprete la capogruppo Carmela Rozza: "È inaccettabile - dichiara - che consiglieri di maggioranza assumano posizioni così gravi rispetto ad expo accusando di fatto la maggioranza di sottostare al ricatto affaristico di alcuni".

Dal Pd spiegano che Expo è e rimane una grande opportunità per migliorare le infrastrutture, l'occupazione e la qualità della vita. Tanto che Roberto Cornelli, segretario del Pd cittadino, chiede perfino un "urgente incontro di maggioranza" con il sindaco Pisapia e tutti i partiti della coalizione: "Expo è una questione strategica".

I consiglieri del centro-destra, che si sono astenuti, hanno evidenziato perplessità soprattutto sul dopo-2015. "C'è solo un riferimento molto generico - ha sottolineato Mariolina Moioli (Milano al Centro) - al fatto che la porzione dei terreni acquisiti rimarrà in parte di proprietà pubblica e una restante porzione, non meglio precisata, sarà destinata a funzioni private e i diritti edificatori andranno a beneficio di ArExpo. Il valore di cessione delle aree al 2016 è di circa 305 milioni di euro secondo l'analisi economico-finanziaria condotta dal Piano di Fattibilità, ma le stime non sono mai state consegnate ai consiglieri".

Un'altra obiezione riguarda il valore stimato delle aree. Dalla forchetta 350-380 milioni (con rendimento previsto del 5%) si è arrivati a un valore minimo di 305 milioni con rendimento al 2,5%. "Una foglia di fico contro la speculazione - ha obiettato il capogruppo del Pdl Carlo Masseroli - che in realtà toglie 70 milioni di euro che sarebbero stati utili per una metropolitana o per l'housing sociale".

 

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