Domenica, 13 Giugno 2021
Expo 2015

Expo, il Bie duro: "Adesso si lavori". Rizzo: "No al commissario"

Loscertales (Bie) a Milano "striglia" la politica e invita a far ritrovare entusiasmo per Expo. Il nuovo motto è "ottobre o mai più": entro quel mese i lavori devono iniziare.

"Abbiamo parlato per due o tre anni, adesso è il momento di lavorare e di mostrare ai cittadini che l'Expo diventa una cosa reale". Più chiaro di così, più duro di così non poteva essere, Vicente Loscertales, segretario del Bie, alla sua prima giornata milanese (domani ci saranno lavori più stretti). Il tono è quello del professore che striglia i ragazzi, che annuncia che la ricreazione è finita. E forse era davvero il caso di usarlo, questo tono. Anche se per Milano (per la città, per i suoi abitanti) può sembrare ingeneroso e poco dignitoso.

Loscertales ha anche smontato la polemica sull'orto "planetario", che aveva tenuto banco in campagna elettorale. "L'orto - ha detto - non è il masterplan, il masterplan ha solo integrato il concetto allegorico di orto. La polemica è sterile". Colpito, affondato. Non l'orto, ma il tira e molla che si era creato nella politica milanese.

Politica milanese che però trova un argomento per scontrarsi di nuovo: serve o non serve un commissario che sostituisca Letizia Moratti, il cui mandato scade oggi? Stando a quanto riferito da Formigoni, secondo Loscertales è essenziale che ci sia, per avere un interlocutore unico. Letizia Moratti aveva raccomandato che se ne nominasse un altro al suo posto, perché altrimenti determinate procedure burocratiche sarebbero diventate troppo lunghe. Pisapia si è limitato a chiedere che non sia un nome "gradito" solo a Formigoni e alla Regione, ma a tutti. Ma Basilio Rizzo, presidente del consiglio comunale, ha giudicato "irricevibile" l'ipotesi: "Significherebbe una sfiducia a priori della capacità del consiglio appena eletto di far fronte ai propri compiti. E sottointende che si pensa di tagliar fuori dalle decisioni gli organismi democraticamente eletti dai cittadini".

Pisapia ha affrontato anche una questione più tecnica: la partecipazione del Comune di Milano alla newco Arexpo, la società delle aree. "Non ho trovato nessun documento che attestasse un accordo con cui il Comune avrà il 51% della newco", ha detto il sindaco. "E comunque non è importante avere il 51%. Quello che deve interessare a Milano e ai milanesi è che ogni decisione sia presa con la condivisione del Comune. Questo evidentemente dipenderà dallo statuto della newco".

Ottobre è il primo punto fermo. In quel mese, come ha spiegato Giuseppe Sala, ad della Società Expo, si inizieranno i lavori e soprattutto verranno in città circa mille delegati di vari Paesi. Per quella data, molte domande (ad esempio sui contenuti) dovranno avere avuto una risposta.

Intanto il presidente della provincia, Guido Podestà, ha annunciato che lunedì incontrerà Berlusconi per fargli capire che è necessario assicurare alla società Expo un flusso di denaro sufficiente a partire sul serio. Concetto, questo, espresso anche da Loscertales: "Per i benefici e gli indotti c'è tempo - ha detto - adesso occorre assicurare cash flow all'Expo ancora per un po'".

 

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