Expo, Milano ci ha preso gusto: sì a Padiglione Italia fino al 2016

La proposta della Cisl: "Tenere aperto il padiglione sia per permettere ai tanti che non lo hanno visitato di farlo, sia per tenere alta l'attenzione". E dopo l'ok di Diana Bracco, è arrivato il sì - con riserva - di Giuseppe Sala

Il Padiglione Italia sarebbe l'unico a restare aperto - Foto Indophoto

Gli “stati generali” hanno detto sì. E, evidentemente, il peso specifico del loro ok è di quelli importanti, che possono fare la differenza. 

L’Expo 2015 di Milano, o almeno una parte di esso, si prepara ad un’apertura prolungata e straordinaria, che potrebbe arrivare addirittura fino all’anno nuovo. A lanciare l’amo, qualche giorno fa, era stata la Cisl milanese, che con una lettera al commissario Giuseppe Sala - firmata da Danilo Galvagni, segretario generale Cisl Milano e Renato Zambelli, responsabile Expo della Cisl - aveva chiesto di posticipare la chiusura del Padiglione Italia. 

“Azzardata” la proposta dei due sindacalisti: tenere aperta “casa Italia” fino al 6 gennaio per permettere ai tanti visitatori che non l’hanno vista di farlo e, perché no, per sfruttare il traino turistico delle festività natalizie. 

Motivi e spiegazioni che, evidentemente, avevano subito convinto il commissario di Palazzo Italia, Diana Bracco, che il giorno dopo la richiesta si era lasciata andare: “Noto con soddisfazione — aveva dichiarato, lasciando intendere il suo parere favorevole — che vi è il crescente desiderio di mantenere aperti  Palazzo Italia, l’Albero della Vita e  gli spazi di Padiglione Italia dopo la chiusura dell’Esposizione Universale il prossimo 31 ottobre”. 

L’ultimo sì, anche se con riserva, porta invece la firma di Giuseppe Sala e, chiaramente, non è un ok da poco. “Si può fare - ha detto venerdì a margine di un incontro con alcuni esponenti del Movimento cinque stelle per il dopo Expo - a condizione che venga presa una decisione in tempi rapidissimi". 

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”Per regolamento del Bie - ha spiegato - l’ Expo chiude il 31 ottobre quindi niente dal primo di novembre può essere fatto sotto il marchio Expo. La società non può gestire attività come un flusso di visitatori. Parlerò con il commissario Bracco perché per realizzare questa cosa servono dei requisiti: bisogna capire chi gestisce il tutto, dai visitatori, agli ingressi, fino alla messa in sicurezza, e come perimetrale l'area perché sia in sicurezza. Può darsi che si possa fare, non lo escludo - ha chiarito - ma qualora ciò dovesse essere fatto bisogna prendere una decisione in tempi rapidissimi". 

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