Expo, allarme fondi: "Serve deroga a Patto Stabilità. Subito"

Rischia di rimanere un perenne progetto l'Expo 2015, qualora non dovesse arrivare (e subito) la deroga ai vincoli di spesa del Patto di Stabilità. Pisapia: "Tutto entro anno"

Giuliano Pisapia (a sinistra) e il presidente della Provincia Podestà (foto Tm News/Infophoto)

Il presidente della Provincia Podestà è chiaro: "Se devo decidere fra il mettere a posto una strada per evitare un incidente stradale, togliere l'amianto da una scuola e investire in Expo rispettando i vincoli, credo che vada a finire che Expo rimarrà senza soldi".

Patto di stabilità. Molto più croce che delizia di decine di Comuni italiani, si sta facendo sentire anche nelle decisioni sugli investimenti per l'Esposizione universale milanese. In sostanza, se non si può spendere, la complessa macchina di Expo non può iniziare. Ed è un problema più serio di quanto si possa pensare. Urge una deroga, quindi, ai limiti di spesa vincolati dal Patto.

Il sindaco Giuliano Pisapia è fiducioso che arriverà entro la fine dell'anno visto che il parlamento dovrà approvare due provvedimenti economici: il decreto sullo sviluppo e la finanziaria. L'audizione in commissione Lavori pubblici al Senato lo ha fatto ben sperare, ma comunque giovedì 6 ottobre - nella presentazione di Expo 2015 al gruppo consolare di Milano - ha sottolineato che "é importante assicurare i fondi per le infrastrutture che sono un prerequisito per la realizzazione di Expo".

E' stato dal Bie (Organismo che controlla lo sviluppo delle Esposizioni universali) era arrivata la richiesta di togliere il vincolo di spesa (massimo il 4% per l'operatività) alla società di gestione e l'ad Giuseppe Sala ha chiesto di farlo rapidamente anche se il limite sarà superato 'solo' nel terzo trimestre dell'anno prossimo. Al di là delle preoccupazioni per Expo è iniziata la fase più operativa: la prima gara è già stata fatta, la posa della prima pietra sarà il 25 ottobre e a novembre ci sarà una seconda gara da quasi 300 milioni di euro per la cosiddetta piastra, che include le opere di urbanizzazione e le infrastrutture di base. Senza contare il 24 ottobre la nascita della consulta città mondo, con i rappresentanti delle comunità straniere presenti a Milano, e nei giorni successivi il meeting dei Paesi che parteciperanno all'evento.

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Sono già 55 i Paesi che hanno aderito all'esposizione, Svizzera e Romania firmeranno nei giorni del meeting, un record assoluto. Ma i consoli in questo possono aiutare, non solo nel 'convincere' i loro Stati ma anche nel coinvolgere i loro concittadini che vivono a Milano, città che ospita oltre 190 comunità straniere, come ha ricordato l'assessore comunale a Expo Stefano Boeri.

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