Expo 2015 Duomo / Piazza della Scala

Scala in subbuglio per il primo maggio, Renzi: "Pronti a intervenire"

Sa di "precettazione" l'annuncio del premier di fronte ai tecnici della Scala iscritti a Cgil e Cub, che vorrebbero rispettare la festa del lavoro. Coristi e orchestrali: "Noi ci siamo, fateci suonare"

La Scala (apprendistaorfeo, Instagram)

A margine di Expo c'è la questione dello spettacolo alla Scala per il primo maggio: il giorno di avvio dell'esposizione universale ma, anche, la festa dei lavoratori. I sindacati sono da tempo divisi: da una parte Cisl, Uil e la Cgil nazionale, propensi al motto secondo cui "l'eccezione conferma la regola" e al richiamo alla responsabilità di fronte al mondo intero. Dall'altra i sindacalisti interni della Cgil e Cub, che di lavorare il primo maggio non vogliono sentirne parlare.

Il presidente del consiglio Matteo Renzi, dal palco dell'Hangar Bicocca, ha lanciato una "bomba", affermando che il governo potrebbe anche arrivare a precettare i dipendenti della Scala affinché lo spettacolo si faccia. Per la precisione non ha usato il verbo "precettare", ma ha affermato che il governo "è pronto anche a misure normative per evitare una figuraccia internazionale che sarebbe incomprensibile per chiunque". Possibile, per esempio, una dichiarazione di pubblico interesse per il teatro scaligero, almeno per il giorno d'apertura di Expo.

La Cgil ha comunque ribattuto che l'astensione dal lavoro per il primo maggio non è uno sciopero ma un diritto indisponibile, quindi un giorno di festa molto particolare nel mondo del lavoro.

Di fatto sta al singolo lavoratore scegliere cosa fare quel giorno. La Scala ha chiesto la disponibilità di tutti, dando il termine del 31 gennaio, ma non ha ancora diffuso i dati delle adesioni. Se però i musicisti e il coro hanno aderito in massa, non così i tecnici, altrettanto necessari per la riuscita di uno spettacolo. La Turandot senza elettricisti e addetti alla scenografia non può essere rappresentata.

Ma non si può nemmeno attendere troppo. Dagli orchestrali e dai coristi inizia ad arrivare l'appello a decidersi in fretta. Fanno notare che non è necessario rappresentare un'opera lirica, che appunto ha bisogno di interventi tecnici corposi. "Uno spettacolo, se si vuol fare, si fa", affermano.

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