Expo 2015

Nepal: cambia la destinazione dei fondi raccolti durante Expo?

Dopo il terremoto, a Expo raccolte finora 700 mila euro. Che in teoria servivano per formare nuovi operai edili. Invece pare che saranno usati per ricostruire un tempio

Kasthamandap prima del terremoto (Wonker - Flickr)

A pochi giorni dall'inizio di Expo 2015, il 25 aprile, il Nepal è stato colpito da un terribile terremoto. Mentre il Paese, per ovvie ragioni, rimandava l'apertura del suo padiglione espositivo, partiva una gara di solidarietà lanciata dai sindacati e dall'organizzazione di Expo, che a fine settembre ha raggiunto donazioni per 700 mila euro.

Lo scopo annunciato era quello di portare solidarietà concreta ai nepalesi terremotati. Ora l'annuncio - da parte del ministro del commercio Sunil Bahadur Thapa - che il denaro raccolto verrà utilizzato per la ricostruzione del tempio di Kasthamandap, uno dei più famosi e antichi del Paese, andato distrutto per il cataclisma.

L'annuncio ha sorpreso non poche persone, perché in realtà c'era già un progetto di uso dei fondi, chiesto tra l'altro dallo stesso governo (ma dal titolare della delega alle finanze): formare lavoratori perché contribuiscano alla ricostruzione del Paese. Mancherebbero circa 50 mila operai edili, considerando che 500 mila abitazioni sono state rase al suolo, e l'idea era proprio quella di formarli attraverso i fondi di solidarietà raccolti in Expo.

Non si tratta di una "guerra" tra persone e monumenti perché entrambe le iniziative in realtà sarebbero molto utili. Non dimentichiamo che il Nepal vive di turismo. A quanto pare, si tratta di un mero problema organizzativo, perché la formazione per i futuri operai edili è un progetto di fatto già partito nelle sue fasi preliminari. 

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