Cronaca Via Vincenzo Amidani

Cadavere nell'edificio dei clochard: la morte di Fabio resta un mistero

Il cadavere dell'uomo era stato trovato nella notte tra lunedì 12 e martedì 13 ottobre in un edificio abbandonato di via Amidani. Era senza documenti

Immagine di repertorio

La morte di Fabio Aloisi è ancora un mistero insondabile. Il ragazzo di 37 anni venne trovato morto nel vano dell'ascensore di un stabile in costruzione ma abbandonato in via Amidani a Milano (zona Ripamonti), la notte tra lunedì 12 e martedì 13 ottobre.

Ma cosa ci faceva Fabio in quello stabile che col tempo è diventato rifugio di senzatetto e spacciatori? Per il momento non ci sono evidenze che facciano ipotizzare che il ragazzo di Opera avesse problemi: la sua vita era normale. Amici, palestra, moto, viaggi e una serenità apparente che fanno dubitare che possa essere stato un suicidio. E' vero che attualmente fosse senza lavoro, ma non aveva difficoltà economiche. Sul cadavere erano presenti solo "ferite compatibili con la caduta", secondo il medico che ha eseguito l'autopsia. 

Nella sua casa - svela il Corriere della Sera - i poliziotti della Squadra mobile hanno scoperto confezioni di anabolizzanti e sembra che negli ultimi tempi il 37enne avesse iniziato ad assumere cocaina. Le ipotesi investigative sono tre. Quella del suicidio appare la più remota: non sono state trovate lettere d’addio. L’altra ipotesi è che il 37enne sia entrato nel palazzo abbandonato a comprare droga e che sia caduto nel vuoto a causa del buio: ma perché spingersi fino ai piani alti dello stabile? Infine, la terza ipotesi - la più preoccupante - è quella di un omicidio. Qualcuno, forse dopo una lite, potrebbe averlo gettato nel vano ascensori. 

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