Lunedì, 18 Ottobre 2021
Cronaca

Corona dovrà scontare un anno di carcere in più ma lui si difende: "Volevo pagare le tasse"

Il Tribunale di Sorveglianza di Milano gli ha revocato l'affidamento in prova ai servizi sociali

Il Tribunale di Sorveglianza di Milano ha revocato l'affidamento in prova ai servizi sociali a Fabrizio Corona. Affidamento che era stato sospeso il dieci ottobre scorso, il giorno stesso in cui è stato arrestato per intestazione fittizia di beni. I giudici, come chiesto dal sostituto pg Antonio Lamanna, hanno disposto la revoca 'ex tunc' e precisamente dal 22 ottobre del 2015. Ciò vuol dire, in sostanza, che un anno circa già scontato in affidamento dovrà essere nuovamente scontato in carcere.

"Mi sento accerchiato. Quel denaro non è di provenienza illecita, ma il frutto del mio lavoro frenetico. Non è un reato tenere soldi in contanti in questo paese. Ho guadagnato un mare di soldi e volevo pagare le tasse".  Corona si è difeso così davanti ai giudici del Tribunale di Sorveglianza di Milano.

Il "tesoretto" riconducibile all'ex fotografo dei vip è di 1,7 milioni nascosti nel controsoffitto della sua storica collaboratrice Francesca Persi (pure lei arrestata e di recente messa ai domiciliari) più altri 900 mila euro custoditi in due cassette di sicurezza di una banca austriaca.

L'inchiesta della Dda di Milano che ha portato in carcere Corona e la sua collaboratrice è partita dopo la denuncia presentata dallo stesso ex fotografo per una tentata estorsione. "Sono stato io a presentare denuncia - ha detto, tra l'altro, Corona in aula - e mi hanno trattato come un criminale".

D'accordo il suo difensore, l'avvocato Ivano Chiesa: "Fabrizio non è il nemico pubblico numero uno, ma è diventato l'oggetto spasmodico della giustizia italiana". A Corona hanno pure sequestrato l'appartamento da 2,5 milioni di euro.

Il punto, ha aggiunto il legale, è che "Fabrizio era spaventato" per l'udienza del 21 settembre scorso dedicata al ricalcolo della pena sulla base della continuazione tra i varie reati già arrivate a sentenza definitiva. In pratica, temeva una pronuncia a lui sfavorevole se soltanto avesse rivelato l'esistenza di quel denaro.

"Dopo il 21 settembre - ha assicurato ancora l'avvocato Chiesa - Fabrizio avrebbe fatto un autocertificazione e pagato tutte le tasse dovute. Purtroppo quel denaro è stato scoperto prima di quel giorno". E comunque, ha tenuto a sottolineare ancora il legale, "il tempo per pagare le tasse c'è ancora".

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