Fabrizio Corona, il giudice lo "perdona": niente carcere per il video pubblicato su Instagram

Il "Re dei paparazzi" è stato diffidato dal giudice della sorveglianza del tribunale di Milano

Fabrizio Corona

Niente carcere ma una diffida per Fabrizio Corona. Nella mattinata di mercoledì 7 marzo il giudice della sorveglianza del tribunale di Milano Simone Luerti ha respinto la richiesta di revoca dell'affidamento terapeutico concesso nei giorni scorsi all'ex "Re dei paparazzi", richiesta avanzata dal pg Antonio Lamanna. Nei giorni scorsi, infatti, l'ex agente fotografico, dopo essere uscito dal carcere, aveva violato le prescrizioni dell'affidamento postando foto e video sui social network.

Corona, ha comunicato il suo difensore Ivano Chiesa, è stato diffidato dal giudice ad attenersi alle prescrizioni che non ha rispettato e, in particolare, a quella di non usare i social e non diffondere video e immagini o rilasciare interviste. È probabile che l'ex fotografo venga convocato in tribunale per la diffida. Il giudice, ha chiosato l'avvocato Chiesa, "ha respinto l'iniziativa della Procura generale che mi appariva decisamente sproporzionata, ma d'altro canto quando si tratta di Corona la Procura di Milano non manca mai di intervenire con assoluta tempestività e con la messa in campo di tutte le 'armi' a disposizione".

Il fatto

Appena uscito dal carcere Corona aveva pubblicato su Facebook e Instagram una foto che lo ritraeva fuori da San Vittore. Immagine che successivamente era stata montata con altre fotografie con la sua attuale fidanzata Silvia Provvedi ed erano diventate una clip - sulle note di "Estate dimmerda" del rapper Salmo. In tutte le immagini Corona indossava una maglia e una felpa con la scritta "#Adalet", il nome di un movimento di ribellione turco degli anni '60 che significa "Giustizia" e - più probabilmente - un futuro progetto di moda dello stesso Corona. 

I precedenti

Già nel 2015, Corona era stato affidato in prova ai servizi sociali ma quasi un anno dopo era stato arrestato per gli ormai famosi 2,7 milioni di euro trovati a casa di una sua storica collaboratrice e in una cassetta di sicurezza di una banca austriaca. 

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Durante il primo periodo con i servizi sociali, all'ex re dei paparazzi era stato anche concesso di fare serate in discoteca, dalle quali sarebbero arrivati parte dei soldi sequestrati poco dopo.

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