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Mercoledì, 17 Aprile 2024
Cronaca

Aggrediti dal vicino: ucraini fuggiti dalla guerra costretti a lasciare la casa

La famiglia aveva trovato rifugio nella casa al mare di un parente

Erano convinti di essere al sicuro. Dopo la guerra, dopo la fuga dal loro Paese, da casa loro, erano certi di aver trovato un angolo sicuro. E invece alla fine sono dovuti fuggire anche da lì. 

È il triste destino toccato a madre, padre e figlio di 5 anni - tutti ucraini -, arrivati in Italia nei mesi scorsi scappando dalle bombe e ospitati, grazie a un poliziotto milanese loro parente, in una casa al mare a Cesenatico. La loro tranquillità però è durata molto poco perché un uomo che vive nello stesso stabile - sembra si tratti di un pregiudicato - li ha insultati e aggrediti, tanto che sono stati costretti a lasciare l'abitazione e ora vivono in un hotel della cittadina romagnola. 

L'aggressore, stando a quanto ha raccontato all'Ansa il poliziotto (un parente della famiglia), era stato già denunciato in questura per stalking dopo atteggiamenti persecutori e minacce ma è poi passato ai fatti, mandando in ospedale il padre e anche in presenza dei carabinieri ha continuato a minacciare le vittime, promettendo che si sarebbe fatto giustizia da solo, che avrebbe dato fuoco alla casa, tanto che ha anche rotto la tubazione del gas provocando un intervento dei vigili del fuoco.

A oggi l'uomo, nonostante le denunce all'autorità giudiziaria, le segnalazioni all'Ausl e alla polizia locale, continua a vivere nel garage impedendo l'ingresso alla famiglia allontanata, anche quando ha provato a tornare. La donna, Anastasiia K., di 31 anni, titolare di un permesso di soggiorno per motivi umanitari, ha chiesto protezione ai servizi sociali e aiuto al comune ed ora i tre sono ospitati in albergo. 
 

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