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Dipendenti delle farmacie comunali preoccupati

Dipendenti delle farmacie comunali preoccupati

Farmacie comunali, la protesta dopo le lettere di licenziamento

52 dipendenti ricevono la lettera di "imminente licenziamento": solo a luglio lo scontro per il passaggio al contratto privato e l'assicurazione: "Nessuna ricaduta su lavoratori"

Cinquantadue dipendenti delle ex farmacie comunali (quelle col marchio Lloyds) hanno ricevuto la comunicazione dell'imminente licenziamento. Una loro delegazione ha protestato lunedì pomeriggio davanti a Palazzo Marino e ha incontrato l'assessore alle politiche sociali Pierfrancesco Majorino e alcuni consiglieri comunali.

Il comune detiene il 20% delle farmacie dopo la privatizzazione, che risale all'era Albertini. La controllante, con l'80%, è Admenta (che controlla anche le farmacie comunali di Parma, Lissone, Bologna e Prato). Risale a luglio la prima avvisaglia, quando Admenta decise di "rompere" con Assofarm e di passare dal contratto delle farmacie pubbliche a quello delle farmacie private, incontrando l'opposizione dei lavoratori.

Il gruppo Admenta, in estate, aveva rassicurato tutti con un comunicato nel quale sottolineava che il passaggio di contratto non avrebbe avuto alcuna conseguenza per i lavoratori in termini retributivi e di altri dettagli del contratto stesso. Poi le lettere di imminente licenziamento.

Ai lavoratori è arrivata la piena solidarietà di Majorino (che ha annunciato per martedì una comunicazione ai vertici Admenta) e di vari consiglieri comunali, tra cui Patrizia Quartieri (Sel) e Alessandro Giugni (Pd), che invitano il comune ad avviare una trattativa serrata con l'azienda.

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