Cronaca Monforte / Via Archimede

La banda che faceva fallire le farmacie, il buco milionario e gli assegni (falsi) da 47 milioni

Associazione a delinquere scoperta dai Nas. Tre in manette: così facevano fallire le farmacie

Comprare, "svuotare", sparire. I carabinieri del Nas di Milano, martedì mattina, hanno arrestato tre persone - ai domiciliari - nell'ambito dell'indagine "Finfarma" su presunti fallimenti pilotati di nove farmacie in giro per l'Italia. In manette sono finiti F.C., un 54enne pregiudicato, una sorta di "esperto del settore", una commercialista 55enne e un 79enne considerato faccendiere del gruppo. I tre - ai quali si aggiungono altri 13 indagati in stato di libertà - sono accusati di associazione per delinquere, falsità ideologica, trasferimento fraudolento di valori, bancarotta fraudolenta e mendacio e falso interno.

I militari, che hanno condotto le indagini con il coordinamento della procura meneghina, parlano di uno "spregiudicato accaparramento di farmacie territoriali in varie regioni italiane, provocandone successivamente il dissesto finanziario tramite la costante distrazione degli incassi e di ogni altra risorsa economica delle attività commerciali". Il modus operandi era semplice: la banda sceglieva farmacie in difficoltà economica, le acquistava - a prezzo vantaggioso - e poi le faceva fallire dopo averle svuotate di tutto. 

I negozi fatti fallire, sempre secondo le indagini, sarebbero nove: a Milano quella sorte è toccata a un locale di Forze Armate e a un secondo di via Archimede. Il giro di soldi spariti - dopo che le farmacie venivano acquistate attraverso due holding - sarebbe di almeno tre milioni di euro. 

Ma non solo. Le farmacie, hanno spiegato i Nas in una nota, "prima di essere dichiarate fallite, venivano ipervalutate tramite la redazioni di false perizie, eseguite da compiacenti commercialisti membri dell’associazione per delinquere, che ne accrescevano illecitamente il valore di mercato". A quel punto, la banda - con le finte perizie in mano - avrebbe cercato di truffare alcune banche chiedendo, e per poco non ottenendo, un finanzimento di 19 milioni di euro che sarebbero poi subito stati spostati su conti offshore. 

Durante le indagini - iniziate nel 2018, poco dopo che alle società per capitali è stato dato il via libera all'acquisto delle farmacie - i Nas hanno anche messo le mani su 41 assegni circolari per 47 milioni di euro totali che sono poi risultati falsi. 

Non solo soldi, fallimenti e truffe però. Perché - hanno sottolineato gli investigatori - il "lavoro" della banda ha "determinato un sicuro disagio per la popolazione locale a causa della chiusura di punti di riferimento farmaceutico per l’acquisto al dettaglio di medicinali". 

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