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Martedì, 16 Aprile 2024
Cronaca Cagnola / Viale Certosa

Milano, il 25 aprile dell’estrema destra: tutti al cimitero per “l’onore” dei fascisti caduti

Anche quest'anno, come sempre, alcune associazioni di estrema destra si ritroveranno al campo X del cimitero Maggiore, dove sono sepolti oltre mille repubblichini dell'ex Rsi

Loro la “Festa della Liberazione” la passeranno lì. Come ogni anno e con gli stessi gesti di sempre. Braccia tese, giubbotti neri e file indiane squadrate. Poi, proprio come l’anno scorso e quello prima ancora, isseranno il tricolore con l’aquila argentea e altri simboli e vessilli passati alla storia per il “Ventennio”. Neanche questo 25 aprile faranno mancare il loro saluto ai repubblichini caduti, i militanti dell’estrema destra milanese che - a quanto pare - sono già pronti a ripetere le esibizioni degli anni passati. 

Teatro dello “spettacolo” sarà il campo X del cimitero Maggiore di Milano, dove sono sepolti più di mille e quattrocento tra repubblichini e fascisti “civili” caduti, che verranno saluti dai manifestanti in ricordo - così avevano spiegato nel 2014 - della loro “fedeltà e onore”. 

“Domenica 24, il mattino, vi confluiranno gli aderenti all’unione nazionale combattenti della Rsi, all’associazione nazionale arditi d’Italia e all’Associazione Decima Mas - è l’allarme dell’Osservatorio democratico sulle nuove destre -, Seguirà il giorno dopo, 25 aprile, la mobilitazione di Lealtà azione attraverso l’associazione collaterale Memento”. 

Le scene, inevitabilmente, saranno le stesse dell’anno scorso quando, dopo che circa trecento manifestanti avevano marciato e esposto simboli fascisti, la mobilitazione era finita con un esposto in procura dell’Anpi e del consiglio di zona 8

“Sembrerebbe che la performance sia destinata a ripetersi tra saluti romani e bandiere della Rsi - attacca l’osservatorio -, nell’assoluto silenzio delle autorità, dell’amministrazione comunale e dell’assessore competente, Franco D’Alfonso”. 

Non è la prima volta, tra l’altro, che il nome di D’Alfonso accende le polemiche. Lo scorso anno, proprio insieme all’esposto, Sel e l’Anpi avevano chiesto le dimissioni dello stesso D’Alfonso, già nel mirino perché nipote di Franco Maria Servello, tra gli organizzatori della manifestazione che poi si trasformò nel “giovedì nero di Milano” e “candidato” a trovare spazio nel Famedio del cimitero monumentale di Milano. 

Un altro cimitero. Un altro ricordo, per niente sbiadito, del “Ventennio” che fu. 

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