Cronaca

"Fedez truffato da una finta avvocatessa", ma lei si difende: "Erano tutti suoi regali"

La donna è stata condannata a sette mesi per truffa ed esercizio abusivo della professione

I suoi acquisti personali li avrebbe inseriti nelle note spese. Così, avrebbe recuperato i soldi per i suoi "sfizi" e avrebbe fatto in modo che a pagare fosse il suo assistito. 

Susanna Chiesa, l'ex avvocatessa di Fedez, è stata condannata a sette mesi di carcere e al pagamento di una multa da 400 euro per i reati di esercizio abusivo della professione di avvocato e truffa. La Chiesa, infatti, non sarebbe mai diventata ufficialmente una legale e tra le sue vittime ci sarebbe proprio il rapper milanese. 

"È stato l’attuale avvocato del cantante, Cristiano Magaletti, a mettere la pulce nell’orecchio di Fedez, quando aveva notato nelle fatture emesse da Susanna Chiesa voci di spesa decisamente sproporzionate", ha spiegato Newtopia - l'etichetta discografica del rapper - in una nota. "Alcune indagini, svolte sempre dal legale, hanno consentito di appurare che la dottoressa Chiesa, che si era sempre spacciata con Fedez come avvocato, tale non era affatto: anzi, non era nemmeno praticante abilitata. Ciononostante - si legge ancora nel comunicato - aveva preso somme a titolo di Cassa Forense e trattato questioni giuridiche anche di un certo rilievo". 

E non è tutto. "Approfittando della fiducia che il rapper riponeva in lei - ha chiarito Newtopia - la Chiesa gli aveva fatto pagare somme piuttosto elevate per spese che avrebbero dovuto riguardare questioni legali ed invece servivano a rimborsare spese personali della dottoressa: biancheria intima, cene, bollette del telefono e molto altro ancora".  

Il rapper e il suo avvocato, quello vero, hanno contestato alla Chiesa fatture per 70mila euro: 15mila sarebbero stati truffati dalla finta legale per le proprie spese personali e 55mila sarebbero quelli che ha incassato come onorario per il suo lavoro da avvocato. 

La Chiesa, però, non ci sta e - nel tardo pomeriggio di giovedì - ha replicato alle accuse con un comunicato. "Verrebbe da dire - ha scritto - «Ringrazio sentitamente Federico Leonardo Lucia per avermi dato spazio su tutte le maggiori testate italiane». Evidentemente mi ha ricordata. Non poteva farne a meno. Mi ha stimata evidentemente - ha ironizzato -, mi ha anche vezzeggiato se penso ai regali che mi ha fatto, tra cui una collana con incastonati 33 diamanti". 

"Voleva ringraziarmi - ha proseguito la Chiesa - per averlo portato in Sony Music per discutere il primo contratto da mezzo milione di euro, come sanno tutti gli addetti del settore. Questo era quello che contava ed è quello che conta. Pagamenti puntuali delle fatture emesse e regali, in aggiunta - la versione della donna - erano il concreto riconoscimento della qualità e del risultato del lavoro di consulenza e di management che non sono mai stati contestati".
 
"Un po' meno carino è il fatto che, con una piroetta da 'comunista col rolex', abbia dato della truffatrice a chi lo ha aiutato a diventare il personaggio che ora è - ha recriminato la Chiesa -. Poi taluno gli ha messo una pulce nell'orecchio e si sa le pulci pungono e infettano. Di questa vicenda ne riparleremo, con calma e con cognizione di causa quando ci sarà un sentenza definitiva e non un iter processuale ancora in corso. Per ora una sola cosa è certa - ha concluso la donna -. Ho contribuito e grandemente a far crescere Fedez e ne sono felice. Auguri, Federico". 

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