'Festa della marijuana' al Csoa Lambretta con 'omaggio verde': ma i residenti non ci stanno

Gli organizzatori: "Convinti della necessità di liberalizzare per liberarci dal narcocapitalismo"

Immagine di repertorio

"Un'occasione per discutere sul tema della marijuana ad ampio raggio ed in maniera approfondita" oppure "un festino della droga e dello spaccio pubblicizzato allegramente su Facebook". Sono queste le due posizioni contrastanti con cui si entra nella settimana della 'Thc Fest', una due giorni organizzata dal Csoa Lambretta nell'edificio occupato in via Val Bogna 10, a Milano, in zona Calvairate.

Gli oppossitori della Thc Fest

Si tratta di un evento arrivato alla settima edizione e con una portata di pubblico non di poco conto: gli ideatori hanno pubblicizzato la festa sui social network e con le locandine nel quartiere sede dello stabile occupato l'11 febbraio, un ex bingo abbandonato. Un'iniziativa che ha fatto infuriare proprio gli abitanti della zona che da tempo danno battaglia al centro sociale su Facebook con il gruppo 'No al Csoa Lambretta', denunciando l'aumento del degrado: scritte sui muri dei condomini, danni alle auto, alcol e musica ad alto volume fino a tardi durante le serate organizzate anche all'interno del 'ristorante' inaugurato a settembre dagli antagonisti.

"La droga è illegale ma nella due giorni del Centro sociale Lambretta pare che sia legale, perché le forze dell'ordine lì non entrano", denunciano provocatoriamente gli amministratori della fanpage. E ancora: "Thc Fest... musica, degrado e droga fino alle 5 del mattino. Con molta probabilità aumenteranno anche le scritte sui muri dei palazzi ed i danni alle auto. Chiamate il 112 a più non posso - l'appello a chiamare le forze dell'ordine - vi chiederanno numero civico e piano per controllare che siano chiamate differenti l'una dall'altra. Vediamo se questa volta qualcuno ci ascolterà". O il più preoccupante: "Speriamo solo che non si arrivi al peggio. Avvisate le autorità e non fate di vostra iniziativa", perché, a quanto pare, ci potrebbe essere il rischio che i residenti facciano da loro.

I promotori della Thc Fest

L'altra faccia della medaglia è quella degli antagonisti. Per i promotori della manifestazione - sulla linea delle iniziative del partito dei Radicali con Marco Cappato fermato in un'occasione dalla Digos - si tratta di un percorso intrapreso dal Csoa Lambretta sul tema dell'antiproibizionismo. "Queste iniziative che portiamo avanti - spiegavano per la sesta edizione - sono un'occasione per discutere della Marijuana ad ampio raggio, dai metodi di consumo a quelli di coltivazione, dalle leggi che alcuni Stati esteri hanno varato in tema e sulle proposte che dal basso anche in Italia stanno emergendo. Crediamo che in Italia il proibizionismo abbia già fatto troppe vittime e siamo sempre più convinti della necessità di liberalizzare l'autoproduzione e il consumo per liberarci finalmente dal narcocapitalismo".

"Sono già molte le realtà - concludono gli organizzatori - e i comitati che hanno fatto proposte per aprire ai cannabis club, uno su tutti l'esempio del Pigneto a Roma. Noi siamo a favore dell'uso consapevole di thc e siamo contro lo spaccio e ogni tipo di mafia".

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La Thc Fest al Csoa Lambretta

Così, tra le polemiche e l'avversità del quartiere, venerdì 13 e sabato 14 ottobre si terrà il festival, che per certi aspetti ricorda la 'festa del raccolto' organizzata dal Centro sociale Leoncavallo. Gli approfondimenti e i workshop in programma sono 'la coltivazione base e avanzata', 'le estrazioni e i concentrati' e 'la situazione legale in Italia e in Europa'. E lo slogan provocatorio, ad infiammare ancor di più gli animi dei residenti, è "Thc Fest, l'unica festa ad alto tasso di principio attivo" con la promessa al pepe che con 5 euro i partecipanti avranno un 'verde omaggio'.

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