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Un'immagine della festa di via Casoretto

Un'immagine della festa di via Casoretto

Feste di via, "pericolo di infiltrazioni della 'ndrangheta"

L'allarme nel rapporto firmato da Nando Dalla Chiesa

Le feste di via di Milano sotto la lente d'ingrandimento della commissione antimafia e del comitato presieduto da Nando Dalla Chiesa. Motivo? Rischio di infiltrazione della 'ndrangheta e concentrazione eccessiva dell'organizzazione nelle mani di pochi. Molto pochi. Insomma, c'è da stare con gli occhi aperti: questo il sunto del rapporto che Dalla Chiesa ha firmato e spedito al sindaco di Milano.

Le regole erano in parte cambiate: non più tutto l'anno ma da primavera all'autunno; non più di otto all'anno in ogni singola zona di decentramento; autonomia dei consigli di zona nell'approvare o respingere proposte concrete; attenzione alle categorie merceologiche in vendita; privilegio per iniziative che favoriscano la socializzazione nel quartiere.

Ma questo non è bastato a produrre un effetto "distorsivo" per il 2013, quando - sempre stando al rapporto - 44 feste su 46 sono state spartite tra due sole famiglie, i Pagliuca e i Carlino, attraverso varie sigle di associazioni di zona o di commercianti. Si tratta di famiglie attive nell'ambito dell'organizzazione di manifestazioni del genere in tutto il nord Italia. Niente di illegale, ma secondo il rapporto va a finire che poche persone diventano i "signori delle feste" a Milano.

Per la verità, nel 2014 le cose sembrano essersi riproporzionate. Sono state calendarizzate 47 feste di via e, sebbene le due famiglie in questione ricorrano comunque abbastanza spesso, la misura non è così schiacciante. Tuttavia la volontà di Palazzo Marino sembra essere quella di eliminare organizzatori terzi e - in pratica - lasciare solo al comune la responsabilità dell'organizzazione e gestione.

Il segnale più preoccupante, però, non è certo questo. Ma il fatto che, durante almeno una festa, un membro di una famiglia di Buccinasco legata alla 'ndrangheta abbia "imposto" la sua presenza per attività marginali della festa stessa. Come a dire, attenzione all'infiltrazione mafiosa.

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